sabato 21 gennaio 2017

John Watkiss passed away

John Watkiss passed away

È deceduto all’età di 56 anni il pittore e fumettista britannico John Watkiss. Dopo essersi dedicato all’illustrazione e alla pittura, negli anni Ottanta cominciò a disegnare fumetti. Lavorò per DC Comics sulle serie Sandman, Sandman Mystery Theatre, Human Target e Legends of the Dark Knight e per Marvel Comics su Conan The Barbarian e Silver Surfer. Tra le…

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Groucho dixit

Genesis 43: tutto fumetto

Genesis 43: tutto fumetto

I lettori più attenti di afNews (quelli che guardano anche le extra news della barra laterale ecc.) lo avranno già notato. Il numero 43 della rivista Genesis è interamente dedicato al fumetto. Ci trovi.. di tutto, stando all’indice che poi leggere di seguito, nel quale riconosci nomi di prestigio e amici di afNews. Acquistabile in rete.

 

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Genesis 43 – Sommaire

Présentation, Un nouvel horizon génétique : la bande dessinée, par Pierre-Marc de Biasi et Luc Vigier

Enjeux
Pierre-Marc de Biasi, Pour une génétique de la bande dessinée
Thierry Groensteen,La fabrique de la bande dessinée : documents d’étape d’un processus étagé et mouvant
Luc Vigier, Bande dessinée : une génétique à ciel ouvert

Études
Thierry Smolderen, Processus et composition
François Matton, Le pas suspendu du dessin
Johanna Schipper, Un roman graphique aux rayons X
Sabine Teyssonneyre, Démêler les lignes : carnets et croquis préparatoires
Alexandre Clerisse, Nouveaux espaces numériques du dessin

Entretiens
Benoît Peeters, Des marges d’Hergé aux secrets des Cités obscures, par Pierre-Marc de Biasi et Luc Vigier
Jean-Pierre Mercier, Planches originales : préserver, restaurer, lire, par Luc Vigier
Gérald Gorridge, Les secrets d’une planche, par Luc Vigier

Inédits
Töpffer, zigzag versus horizon, présenté par Gérald Gorridge
La Bête est morte ! de Calvo, ou la précision visionnaire des esquisses, présenté par Jean-Pierre Mercier

Chroniques I
Petit glossaire de la bande dessinée, Pierre-Marc de Biasi et Luc Vigier

Indications bibliographiques

Varia
Jean-Christophe Abramovici, La règle et l’élan. Remarques sur les manuscrits de Sade
Sophie Hébert, Du document de genèse à la genèse d’un genre. Le carnet d’écrivain dans la littérature française du xxe siècle

Chroniques II
Daniel Ferrer etAndrei Minzetanu, Dialogue à propos de Carnets de lecture. Généalogie d’une pratique littéraire

Comptes rendus d’ouvrages

Nouvelles d’Archives

240 p. – nombreuses illustrations en couleurs.



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10 fumetti per celebrare i 50 anni di carriera di Cavazzano su Wired

320.000 visitatori alla grande mostra su Hergé e il mercato premia i Classici

Ecco la nuova avventura di Asterix… o di Obelix?

Ecco la nuova avventura di Asterix… o di Obelix?

Sì, lo so. Lo avevi già letto ieri su afNews. Ma questo è il comunicato ufficiale della Panini, per cui oggi trovi tutto in italiano, compresa la sinossi.

c.s.: Il druido Apollosix non l’aveva previsto nel suo oroscopo dell’anno 2017, eppure… i nostri irriducibili Galli saranno di ritorno il 19 ottobre 2017 per vivere nuove avventure firmate Jean-Yves Ferri e Didier Conrad. E così, dal cuore dell’Armorica, è giunta una tavola in esclusiva per annunciare un ritorno in pompa magna e inaugurare un nuovo anno ricco di galliche golosità! Segnatevi la data sul calendario!

Sullo sfondo di un anno a dir poco fantASTERIX, in cui si celebrano il 90° compleanno di Albert Uderzo e il 40° anniversario della scomparsa di René Goscinny con mostre e tributi… i nostri Galli prediletti riprendono servizio nell’albo numero 37, in uscita in tutta la Gallia e oltre.

Questo 37° numero segna la terza collaborazione del duo formato da Jean-Yves Ferri (ai testi) e Didier Conrad (ai disegni), dopo Asterix e i Pitti del 2013 e Il Papiro di Cesare del 2015. Il tutto, naturalmente, sotto il benevolo sguardo di Albert Uderzo, cocreatore insieme a René Goscinny del più grande successo globale dell’editoria francofona, con circa 370 milioni di albi venduti in 110 lingue e dialetti. Squadra che vince non si cambia! E nemmeno si cambiano le tradizioni. “Se non possiamo svelare il nocciolo dell’azione, possiamo tuttavia affermare fin d’ora che si tratterà di un viaggio all’estero come vuole la tradizione dell’alternanza! Dopo essere rimasti in Gallia con Il Papiro di Cesare, stavolta i lettori si imbarcheranno coi nostri eroi in un’avventura oltreconfine! In programma: visita ai monumenti storici, scoperte gastronomiche e incontri con autoctoni e celebrità. Pronti a partire? E allora allacciate le cinture!” hanno dichiarato Jean-Yves Ferri e Didier Conrad.

Avventura, umorismo, personaggi spassosi e situazioni rocambolesche a non finire sono gli ingredienti destinati a fare di questo nuovo viaggio di Asterix e Obelix un grande classico del fumetto da gustare in famiglia.

E il protagonista dell’avventura n° 37 potrebbe non essere quello che ci aspetteremmo, come lascia intendere la tavola svelata oggi in esclusiva. Un altro indizio dei generosi Ferri e Conrad!

  Asterix 2017
» 2,5 MiB – 21 gennaio 2017
comunicato stampa Panini



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Foto di Gruppo!

venerdì 20 gennaio 2017

Il 2017 di Asterix: 90 + 40 + 1!

Il 2017 di Asterix: 90 + 40 + 1!

Ecco la presentazione ufficiale delle edizioni Albert René :

Dans le cadre d’une année Astérix exceptionnelle – 90e anniversaire d’Albert Uderzo, 40e anniversaire de la disparition de René Goscinny, de nombreux hommages… Nos Gaulois préférés reprennent du service pour un 37e album à paraître dans l’ensemble de la Gaule et au-delà. Ce 37e numéro marque la 3e collaboration du duo formé par Jean-Yves Ferri (scénario) et Didier Conrad (dessins), après Astérix chez les Pictes en 2013 et Le Papyrus de César en 2015, le tout sous l’œil bienveillant d’Albert Uderzo, cocréateur avec René Goscinny du plus grand succès mondial de l’édition avec environ 370 millions d’albums vendus en 110 langues et dialectes.

Aventure humaine, humour, personnages savoureux et situations rocambolesques à la pelle, tous les ingrédients seront réunis pour faire de ce nouveau voyage d’Astérix et d’Obélix (une aventure au-delà des frontières) un futur grand classique de la bande dessinée à partager en famille. Et le héros de cette 37e aventure ne sera pas forcément celui qu’on croit comme le laisse entendre la planche exclusive dévoilée aujourd’hui.



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Anna e Mathias sono a Capri!

Anna e Mathias sono a Capri!

La storia continua. Leggila direttamente dalla fonte.

Fonte:

Miguel Ferrer (NCIS) passed away

Una stella tranquilla per il Giorno della Memoria con Pietro Scarnera

Una stella tranquilla per il Giorno della Memoria con Pietro Scarnera

In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2017 alle ore 21 il circolo ARCI KINO di Pieve di Cento (via gramsci 71), in collaborazione con ANED Bologna (Associazione nazionale ex-deportati), presenta il fumetto UNA STELLA TRANQUILLA Ritratto sentimentale di Primo Levi. Il libro, edito in Italia da Comma 22, verrà presentato insieme all’autore torinese Pietro Scarnera.

L’occasione giusta per approfondire la personalità del chimico di Torino che, tornato da Auschwitz, decide di raccontare e far conoscere cosa è successo nei campi di sterminio. E lo fa scrivendo.

UNA STELLA TRANQUILLA, titolo anche di un racconto di Levi, narra gli anni del dopoguerra di Primo Levi, cuciti a doppio filo alla città di Torino e alla macchina da scrivere. Fino al giorno della sua tragica morte.

Il volume è stato pubblicato anche in Francia per Rackham e lo scorso gennaio ha vinto il Prix Révélations al Festival Internazionale di Angouleme.

Dal 16 gennaio, presso il circolo KINO, saranno esposte anche le tavole del fumetto.”



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Scuola di Fumetto 105

Scuola di Fumetto 105

Eccolo. Direttamente dalla fonte i dettagli.

Fonte:



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giovedì 19 gennaio 2017

Julia Roberts e i Puffi

Julia Roberts e i Puffi

Tintin in edicola: domanda e risposta

Tintin in edicola: domanda e risposta

Alcuni lettori che stanno acquistando la serie Tintin proposta da Gazzetta e Corriere in edicola, mi hanno chiesto da dove arrivino gli interessanti editoriali che caratterizzano questa edizione delle avventure create da Hergé.

I testi sono dei tintinologi Jean-marie Embs, Philippe Mellott e Philippe Goddin. Sono stati utilizzati per l’edizione speciale, intitolata Les archives Tintin, e uscita nella francofonia tra il 2010 e il 2013. Comprendeva non solo la serie normale da libreria, con le relative prefazioni, ma anche la ristampa delle prime edizioni in bianco e nero e le avventure di Quick e Flupke e  quelle di Jo, Zette e Jocko, sempre di Hergé.



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Mostra e vendita di originali: Enrique Breccia e Tex

Mostra e vendita di originali: Enrique Breccia e Tex

c.s.: Esposizione e vendita tavole originali
ENRIQUE BRECCIA e… TEX WILLER!

Dal  20 gennaio al 11 febbraio 2017
Inaugurazione: Venerdì 20 febbraio ore 18

Venerdì 20 gennaio 2017 la Little Nemo Art Gallery di Torino presenta la mostra dedicata al grande maestro argentino. In galleria tavole originali e illustrazioni storiche ed una sezione speciale dedicata alle tavole ed alla copertina del Texone: “Capitan Jack”.

La mostra sarà visitabile fino all’11 febbraio 2017.
 

“Fra tutti i possibili autori interpreti di Tex, Sergio Bonelli aveva espresso per molti anni il desiderio di ingaggiarne uno: Enrique Breccia. Uno dei più acclarati maestri della scuola argentina” (Michele Ginevra, 13 settembre 2016 per fumettologica.it).
Breccia penetra nell’universo willeriano declinandolo secondo la sua Arte, che arriva da un paese meraviglioso e travagliato, naturalmente portato alla drammaticità.

La regìa dell’immagine è degna di un Sergio Leone: primi piani di estrema intensità, grandi vignette dal taglio verticale che si spalancano come abissi sotto i piedi dei protagonisti (e del lettore), il volo ricorrente di un falco, una civetta percepita tra le fronde degli alberi, il sole che abbaglia, la luna che rischiara boschi di tragedie, e foglie, migliaia di foglie che si muovono nel vento… La natura come imparziale spettatore del dramma della Storia e, in tutto questo, Tex e Carson a fare da ago della bussola trascinandoci in un’avventura densa di umanità, grande o miserabile.

Inaugurazione della mostra:
venerdì 20 gennaio h.18:00

Little Nemo Art Gallery, Spazio Art & Comix


Via Ozanam 7, interno cortile, Torino
Mostra: dal 20/1/2017 al 4/2/2017
Orari: 9:00 – 13:00 / 15:15: – 19:15 

Ingresso libero

Elenco completo e listino delle tavole originali in mostra disponibili su info@littlenemo.it

Tel. 011 7630397



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Oggi a Bologna, con Corto un caffé… letterario

Oggi a Bologna, con Corto un caffé… letterario


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Zona BéDé: Guardare e non toccare? Questo è il problema!

Zona BéDé: Guardare e non toccare? Questo è il problema!

Tra qualche giorno potrete toccare le meraviglie di questo post, ma c’è un problema. Non si tratta di affrontare le spese per andare a Parigi il 21 gennaio. Sarebbe facile ma soprattutto non necessario perché alla nuova asta di originali di Sotheby  si può partecipare online. Quello che occorre sono le risorse finanziarie che occorrono solo per avvicinarsi alla base d’asta indicata. Qualche esempio? Cominciano da…

Leggi e vedi il resto su: Zona BéDé: Guardare e non toccare? Questo è il problema!



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“Your Name” di Makoto Shinkai: tutto inizia (o finisce?) con una domanda

“Your Name” di Makoto Shinkai: tutto inizia (o finisce?) con una domanda

Prima di passare alla recensione vera e propria del lungometraggio animato “Kimi no na wa (Your name)” diretto da Makoto Shinkai e di passaggio nelle sale italiane per soli tre giorni, dal 23 al 25 gennaio, una comunicazione piuttosto interessante: pare proprio che la prossima edizione del festival Cartoons on the Bay, che si terrà dal 6 all’8 aprile 2017, avrà luogo… indovinate un po’? A Torino! Almeno, stando al logo del CotB apparso, insieme a quelli degli altri partner di distribuzione, subito prima dei titoli di testa del film: certo, si tratterebbe di una “baia” non proprio ortodossa rispetto al passato… ma dopotutto si dice  che se il capoluogo sabaudo “avesse lu mere, sarebbe, etc. etc.” per cui chissà che il connubio non risulti vincente, anche perché la location è senza dubbio ideale dal punto di vista festivaliero e cinematografico. In attesa di comunicati ufficiali noi ci limitiamo a riportare quanto visto in calce a un “documento” che comunque tra pochi giorni sarà visibile a tutti, ovviamente pronti a rettificare in caso di (improbabili) smentite.

Passiamo ora al merito del film, visto in anteprima martedì scorso: anzitutto, il nuovo film di Makoto Shinkai è uscito in Giappone nella passata stagione estiva e si trova oggi in lista per le nomination agli Oscar 2017, dopo aver frantumato il botteghino nipponico con oltre 175,8 milioni di dollari, collocandosi al 5° posto tra i migliori esiti cinematografici di tutti i tempi in Giappone e al 2° come maggior successo animato del cinema giapponese, alle spalle soltanto de “La Città Incantata” del “Supremo” Hayao Miyazaki (cui però ha appena sottratto la corona sul mercato internazionale). Anche in Cina, “Your name” ha conquistato il primo posto poco dopo il suo esordio in sala.

Inevitabile che un tale successo andasse a inaugurare la nuova stagione degli Anime al Cinema promossa da  Nexo Digital e Dynit per il nuovo anno. Come scritto in precedenza, il film resterà nelle sale italiane soltanto il 23, 24 e 25 gennaio: l’elenco (in aggiornamento) dei cinema in cui sarà ospitato è consultabile qui:

Oltre a “Your Name“, Makoto Shinkai farà la “parte del leone” in un’altra data della Stagione degli Anime al Cinema (media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Lucca Comics & Games e VVVVID), che l’11 e 12 aprile presenterà l’opera prima del regista, “Oltre le nuvole, il luogo promessoci (Kumo no mukō, yakusoku no basho); Cartoons on the bay, il festival dell’animazione della Rai, sarà, come detto in apertura, partner stagionale per i film di Shinkai (che saranno proposti durante la manifestazione).

Di cosa parla, dunque, “Your Name“?

Iniziamo col dire che visti uno dopo l’altro, i film di Makoto Shinkai sembrano raccontare sempre la stessa storia: due ragazzi che si cercano e tentano di (re)incontrarsi malgrado tutto, nelle loro esistenze, si opponga a questa eventualità.

Considerato uno dei principali eredi di Miya-San, egli in realtà se ne discosta per tematiche e resa immaginifica: le sue opere, pur visivamente assai suggestive, non raggiungono mai la sublime e commovente fascinazione di quelle del Maestro, la cui empatia con lo spettatore è legata poco alla trama e alla narrazione e dipende direttamente dalla magia scaturita dalla sua arte di animatore puro; eccellente scenografo e coreografo, Shinkai si rivela però molto più “regista” del “vate” nipponico, non nel senso classico e “neorealista” di Isao Takahata né nel senso “sperimentale” di altri artefici del “nuovo corso” dell’animazione giapponese, bensì in quello di una spiccata capacità di gestire vicende complicate e spesso paradossali, riuscendo a tesserne le fila grazie a un uso sapiente di ritmo, inquadrature, silenzi, colonna sonora e dialoghi sintetici quanto evocativi.

Ecco, una lezione che Shinkai dimostra di avere imparato dagli illustri maestri del Ghibli è proprio il valore dei cosiddetti “tempi morti” nello storytelling: le sequenze più emozionanti sono spesso quelle in cui i personaggi tacciono e rimangono in silenzio, immersi in un paesaggio che assurge in tale circostanza a protagonista assoluto, latore di antiche memorie e presago di imminenti rivelazioni.

L’ambientazione dei suoi lungometraggi è quasi sempre una suggestiva realtà più o meno contemporanea, immersa nella quotidianità in cui può di certo riconoscersi lo spettatore medio giapponese (ma non solo). Questa “convive” e, non di rado, “collide” con elementi di natura fantasy (“Viaggio verso Agartha“/Hoshi o ou kodomo) o science-fiction (“Oltre le nuvole, il luogo promesso”);  “Your Name” pare contenere entrambe queste categorie: da una parte con l’elemento “soprannaturale” dello scambio di personalità tramite il sogno, e dall’altra con la presenza incombente della cometa che “sfiora” la Terra condizionando in modo drastico le vite dei due giovanissimi protagonisti, Mitsuha Miyamizu eTaki Tachibana.

I due ragazzi si ritrovano coinvolti loro malgrado in un’inquietante scambio di corpi (o di menti) che avviene di notte, e che appare loro come un sogno insistito e stancante fino a quando, dopo una serie di episodi tragicomici che li vedono scombinare l’esistenza l’una dell’altro tra lo sconcerto delle rispettive famiglie e degli amici, non si palesa loro l’evidenza di tale incredibile “metempsicosi” notturna. Fin qui parrebbe un espediente narrativo molto simile a quello utilizzato da Mamoru Hosoda ne “La ragazza che saltava nel tempo” (Toki wo kakeru shōjo) e la premessa a una classica storia d’amore adolescenziale: i due finiscono prevedibilmente col trovare una forte intesa durante il loro, a tratti esilarante, dialogo ” a distanza” in cui comunicano tramite messaggi e istruzioni sparse ovunque (anzitutto sui corpi “ospiti”).

Invece, da quel momento la storia imboccherà una svolta (non clamorosa se si ha presente la filmografia passata del regista, ma comunque abbastanza sorprendente) grazie alla quale la vicenda abbandonerà i toni da commedia romantica “fantastica” per diventare un’incalzante corsa (letteralmente) contro il tempo. Lo stare insieme, l’incontrarsi e il volersi bene, negli altri film di Shinkai trovavano un ostacolo insormontabile proprio in Cronos; sia che si trattasse dello sbiadire dei ricordi e dei sentimenti dovuto alla lontananza fisica (5 cm al secondo), o dell’impossibilità di vivere liberamente un sentimento per persone di età anagrafiche diverse (Il giardino delle parole), o ancora di vere e proprie distanze siderali che facevano giungere forse troppo tardi a destinazione messaggi fondamentali (Voices of a Distant Star/Hoshi no koe – OAV).

In questo caso la difficoltà principale è costituita dall’incapacità, per i due protagonisti, di ricordare i rispettivi nomi al risveglio, come se malgrado il legame “intimo” intrecciato durante le loro trasmigrazioni notturne, malgrado i sentimenti che entrambi sentono nascere l’una per l’altro, tale rapporto sia destinato a non concretizzarsi mai, a non nascere su un piano reale fino a quando i due non troveranno la maniera di incontrarsi di persona. Possibile metafora sull’illusorietà di certi “rapporti virtuali”, o semplicemente la constatazione che gli esseri umani hanno bisogno di entrare in contatto per conoscersi davvero, in ogni caso in “Your Name” entrerà in gioco un ulteriore impedimento che, oltre a spiegare il motivo dell'”amnesia selettiva” di Taki e Mitsuha, sembrerà porre definitivamente la parola “fine” sulle loro speranze.

Perché il tempo non lo puoi fermare, né sconfiggere.

Forse, però, è possibile in qualche modo cambiarlo… a patto di saper riconoscere, e cogliere, la tua unica occasione.

L’impressione è che “Your Name” costituisca una sorta di “punto a capo” nella carriera di Shinkai, una sorta di compendio delle sue tematiche e dei suoi stilemi, in cui lui stesso si diverte non poco a seminare rimandi e citazioni lungo le varie sequenze del film. Da quella,  esplicita, costituita dall’insegna del locale italiano in cui lavora Taki, “Il giardino delle parole“, che rimanda al titolo omonimo di un suo recente mediometraggio passato anche in Italia (Il giardino delle parole/Kotonoha no niwa) a quelle “subliminali”.

Per esempio, se la metropoli in cui vive Taki è dichiaratamente Tokyo, con i suoi pendolari indifferenti e nevrotici, il villaggio rurale di Itomori (fittizio ma ispirato alla cittadina natale dell’autore) rappresenta di contro una sorta di scrigno di tradizioni millenarie e ormai un po’ ammuffite (ma che avranno un ruolo decisivo per l’esito della vicenda). Qui vive (e si annoia) Mitshua, e lago a parte il luogo somiglia tantissimo alla località dove risiede Asuna, protagonista di “Viaggio verso Agartha“, con le sue foreste e il cratere immenso in cui tuttora si danno convegno divinità al contempo insondabili e “umane”, capaci di concedere “miracoli” in cambio di un sorso di kuchikamizake (sorta di sakè fermentato con la saliva) che in realtà rappresenta la metà del cuore di chi lo ha prodotto.

Il firmamento spettacolare e striato di luci, stelle, satelliti e nuvole purpuree o smaltate è il medesimo sotto cui si soffermano a contemplare assorti gli adolescenti malinconici e profondi di Shinkai, mentre alte colonne di cumulonembi suggeriscono catastrofi imminenti, epici viaggi verso lo spazio, o semplicemente simboleggiano quell’esperienza esaltante e spaventosa che è l’addio alle speranze e all’innocenza della gioventù, mentre si viene scaraventati verso un'”adultità” che si divora tutto: sogni, amicizie e, soprattutto, quel primo amore, puro e totalizzante, che vorremmo invece preservare per sempre come un tesoro inestimabile.

I giovani protagonisti delle sue storie sono spesso dotati di capacità artistiche inespresse che infine trovano uno sbocco proprio nell’incontro con “LA” Persona, con cui vivranno un sentimento meraviglioso e impossibile, diventando a seguito di ciò persone certo più mature ma anche irrimediabilmente “segnate” dall’esperienza (Il giardino delle parole); Taki è  sua volta un eccellente disegnatore, ma in questa occasione il suo talento gli servirà per ritrovare il bene più prezioso: altro segno che il regista ha intenzione di pilotare la nave lungo una rotta diversa: stavolta l’Isola Che Non C’E’ dovrà essere trovata, anche a costo di superare i confini del Tempo e dello Spazio.

Personalmente, mi ha divertito come il film si apra, dopo un breve prologo introduttivo, mostrando una sorta di “sigla” sui titoli di testa, con la canzone “Yumetoro” (lett.: Lanterna dei sogni) dei Redwimps; il montaggio delle immagini e della musica è quello tipico di una serie televisiva non di un lungometraggio, e gli stessi personaggi sembrano strizzare l’occhio allo spettatore accrescendo l’impressione generale che l’autore abbia deciso di divertirsi e di far divertire, creando continui rimandi meta-testuali e chissà, fornendo anche qualche implicito avviso sul proprio futuro creativo.

Del resto, le trame di Shinkai sono talmente dilatate e intrecciate fra loro da costituire di per sé una sorta di lungo feuilleton in cui i protagonisti di volta in volta si incontrano, si innamorano, si perdono e continuano a cercarsi fino a quando un nuovo incontro non spariglierà le carte facendo ripartire la ruota.

Altro curioso dettaglio, magari casuale ma forse invece voluto per rafforzare la sensazione che tutte le differenti storie di si svolgano nel medesimo universo, è la somiglianza anagrafica dei personaggi maschili dei suoi film principali: Takaki, Takao, Takuya e Taki, come se si trattasse di versioni alternative della stessa persona, perennemente alla ricerca dell’anima gemella, incontrata tempo addietro e da allora sempre inseguita.

Le ragazze no, come nella realtà esse appaiono sempre diverse, dolci ma volitive, enigmatiche custodi del senso dell’esistenza, dolorosamente pronte, a differenza dei loro partner, a recidere il legame quando questo ha ormai superato il confine del sogno romantico per avviarsi a diventare un fantasma ossessivo e paralizzante (5 km al secondo, Il giardino delle parole).

Che Shinkai, come in fondo ogni autentico narratore, in fondo finora abbia raccontato null’altro che la “propria” storia?

La differenza, forse, è che, in veste di demiurgo dei loro destini, il regista pare oggi orientato a concedere una chance ai due (eterni)innamorati: per la prima volta non separati da passaggi a livello che si frappongono tra loro a ogni possibilità di incontro, o da treni paralleli che li trascinano inesorabilmente lontano (5 cm al secondo) o da convenzioni e età anagrafiche incompatibili (Il giardino delle parole), oppure ancora da un destino complicato e inafferrabile che assume la forma di torri inespugnabili e metafisiche (Oltre le nuvole) o semplicemente di erte scalinate da percorrere sempre in direzioni ostinate e contrarie.

Ecco, questa volta, malgrado tutti i paradossi spazio-temporali e le calamità naturali, tecnologiche o divine, Shinkai  concederà loro di fermarsi l’una di fronte all’altro, per guardarsi negli occhi e porsi a vicenda la fatidica domanda da cui nascono tutte le conoscenze, le relazioni e, chissà, i sentimenti più duraturi che legano insieme la tappezzeria umana. Un quesito semplice e fondamentale, come il filo rosso legato prima (dopo, durante, chissà?) al polso di Taki e poi (?) tra i capelli di Mitsuha:

“Qual è il tuo nome?”

Il resto, come si sa, è la vita.



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Vetrina BD 16 gennaio 2017

Vetrina BD 16 gennaio 2017

Uscite della settimana (I titoli in verde sono inediti in Italia) Costo totale delle novità della settimana: 34,76…

Leggi e vedi tutto il resto su: Zona BéDé: Vetrina del 16 gennaio 2017



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Oggi puoi comprare i Sigari in edicola…

Oggi puoi comprare i Sigari in edicola…

Ovviamente quelli del faraone. E’ l’albo odierno di Tintin, nella serie, arricchita da interessanti editoriali, proposta da Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, di cui ho ampiamente parlato.

Con questa storia Hergé si libera finalmente dai vincoli contenutistici dettati dal suo mentore (e datore di lavoro) ed esplora il mezzo fumetto, col quale ormai ha preso confidenza, con maggiore libertà.  Parte l’Avventura, condita da gag, naturalmente.
Ovviamente per goderne appieno bisognerebbe contestualizzare: la rotta marina che il giovane reporte segue è quella, obbligata, dell’epoca. Non lasciarti ingannare dai disegni “moderni”: la storia, realizzata in prima battuta in bianco e nero tra il 1932 e il 1934, è stata ovviamente ridisegnata da Hergé nel 1955 per la versione a colori. Contiene un sacco di riferimenti e inside jokes interessanti. Difficilmente oggi qualcuno riconoscerebbe il film del 1921 e il suo seguito del 1926 a cui Hergé si riferisce quasi esplicitamente, ma all’epoca ha sicuramente suscitato una risata in più, oltre a servire per aprire la strada a uno dei più malvagi avversari del nostro eroe.

Divertente anche l’anacronismo inserito da Hergé nella versione nuova. Ma qui non anticipo nulla. Buona lettura!

Col prossimo albo, Il loto blu,  ci sarà una ulteriore, fondamentale, svolta nell’opera di Hergé. Ma ne parlerò la prossima settimana.

Per il piano dell’opera vedi qui di seguito:
o/wordpress/2016/12/17/tintin-torna-in-edicola-in-italia-con-gazzetta-e-corriere/

 



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@annecyfestival 2017: quest’anno il Festival parla cinese!

Torino Storia e Fumetto!

mercoledì 18 gennaio 2017

Topolino 3192, ricordi…

Topolino 3192, ricordi…

Topolino n° 3192 – 25 gennaio 2017

Che fine hanno fatto gli amici di Paperino Paperotto, ovvero i mitici Louis, Millicent, Betty Lou e Tom?

Cover

Colore: Cagol Andrea
Le storie di questo numero

Paperino e gli amazing file – Ep. 1: dimenticare Quack Town

Sceneggiatura: Enna Bruno
Disegni: Tosolini Nicola

Manetta, Rock Sassi e il caso Brickwall

Sceneggiatura: Venerus Matteo
Disegni: Vian Roberto

Dinamite Bla e il rally del cucuzzolo

Sceneggiatura: Valentini Massimiliano
Disegni: Migheli Roberta

Se io fossi un supereroe – Auguri di cuore

Sceneggiatura: Gianatti Silvia
Disegni: Lucci Andrea

Paperino e la musica liquidissima

Sceneggiatura: Panaro Carlo
Disegni: Mazzon Michele



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Hugo Pratt: Anna nella Jungla – 1º episodio puntate 21-29

Hugo Pratt: Anna nella Jungla – 1º episodio puntate 21-29

Anna nella Jungla – 1º episodio puntate 21-29 Le ultime 9 puntate del 1º episodio di Anna nella Jungla pubblicato dal nº 19 del 12 maggio 1963 al nº 47 del 24 novembre 1963 del Corriere dei Piccoli…

Leggi il fumetto su: Corrierino e Giornalino: Anna nella Jungla – 1º episodio puntate 21-29



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Ecco chi vince ad Angoulême 2017!

Ecco chi vince ad Angoulême 2017!

Chi sarà il vincitore del Grand Prix di Angoulême 2017? Uno di questi tre, poco ma sicuro:

  • Cosey
  • Manu Larcenet
  • Chris Ware

Se ne parla in giro, naturalmente…

Fonte:

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Dirette sul terremoto

Dirette sul terremoto

Ti ricordo che nella sidebar di afNews, come sempre, trovi le dirette sul terremoto. Scusa se ho sospeso per un po’ le notizie fumettistiche, ma ero impegnato a dare un piccolissimo contributo all’informazione sull’emergenza in corso. Riprendo a breve.



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WOW! Enrico Faccini a Milano

WOW! Enrico Faccini a Milano

Topi, paperi e Paperoga: Enrico Faccini, col suo peculiare stile Disney, lo puoi incontrare sabato 21 gennaio 2017, alle 15:30, al WOW. Ingresso libero. Leggi i dettagli direttamente dalla fonte.

Fonte:

martedì 17 gennaio 2017

afNewsWebSurf: ecco le notizie che potresti aver perso

afNewsWebSurf: ecco le notizie che potresti aver perso

afNewsWebSurf
Nuvole di Notizie sulle Nuvolette dalla Grande Rete,
da alcune delle fonti selezionate da afNews.info
s
ulla base dei feed rss forniti dalle sorgenti stesse.
Forse qualcuna l’hai già letta su afNews… porta pazienza.



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