

Domenica 25 ottobre si è svolta a Torino nel bar/teatro Blah blah l’Aperitoon di ottobre. L’appuntamento mensile dove gli appassionati di cinema d’animazione possono incontrarsi e sapere cosa accade in questo mondo.
La serata era legata alla chiusura del ToHorror Film Festival, che accadeva ha poche centinaia di metri di distanza del Cinema Massimo.

La serata è iniziata quando Emiliano Fasano hai invitato sul palco Stefania Vincenzi della Scuola Internazionale di Comics di Torino. Sono anni che la scuola ha un programma dedicato all’apprendimento del cinema d’animazione della durata di tre anni, dove ogni studente impiega l’ultimo anno a realizzare un cortometraggio di diploma. Lei si occupa dell’insegnamento dell’animazione, contando col sull’aiuto di altri docenti e della sua esperienza nel campo, iniziata quando faceva l’animatrice per il film “La Freccia Azzurra”. Dice che la scuola è piccola ed hanno poche ore di lezione, ma che ce la mettono tutta.

Hanno portato una selezione di cortometraggi realizzati negli ultimi tre anni, sei degli autori di questi vengono invitati a salire sul palco per parlare di come sia stata la loro esperienza e cosa pensano di fare adesso. Le risposte variano, c’è chi si è diplomato anni fa e adesso collabora con produzioni internazionali, chi pensa che non continuerà e chi vorrebbe fare illustrazioni continuando anche a fare animazione.
In generale si dicono soddisfatti dall’esperienza e i loro cortometraggi sono basati su idee personali, passioni artistiche ho la volontà di raccontare una storia, autobiografica o no, ho di fare qualcosa di divertente. Sono tutti in stili differenti e mostrano tutti una grande inventiva e capacità artistica. Purtroppo a volte rovinate da un sound design piuttosto improvvisato.

Finito il primo incontro della serata Emiliano Fasano ha iniziato a elencare le notizie sul mondo dell’animazione italiana, partendo da una molto dolorosa. La morte dell’autrice massima del cinema d’animazione di plastilina, Fusako Yusaki. Viene ricordata mostrando alcuni dei lavori fatti nei suoi oltre 50 anni di splendida attività, annunciando che ASIFA Italia ha in progetto di fare una serata a lei dedicata il 3 dicembre, a Milano. Dove verranno proiettati i suoi cortometraggi e verranno invitati i suoi colleghi, i suoi amici e i suoi allievi per ricordare la grande artista capace di far diventare arte la trasformazione continua. In omaggio a Fusako Yusaki la Tessera Asifa Italia 2027 avrà una scena tratta dal suo contributo al cortometraggio collettivo “P.O.P”, una scena che riassume la sua volontà di pace e condanna totale della guerra.

Il prossimo ospite della serata è stato Andrea Piumarta, invitato a parlare degli Stop e-Motion Days che il Collettivo Quarta Parete organizza a Mestre da tre anni. Racconta che avevano provato a invitare Fusako Yusaki alla seconda edizione, ma purtroppo già all’epoca la sua salute le aveva impedito di partecipare. Il festival le ha comunque sempre reso omaggio, mandando selezioni dei suoi cortometraggi. Parlando di cosa sia lo Stop e-motion days, viene fatto un quadro di un evento meraviglioso. Dove gli appassionati hanno la possibilità di incontrare i grandissimi della Stop Motion internazionale in un ambiente amichevole, privo della folla opprimente dei grandi Festival.

Vengono organizzate conferenze in cui si parla di cosa sia lavorare con la stop motion, anche quelle in cui si parla dello Stato della produzione internazionale. Il festival offre anche di frequentare un corso intensivo di Stop Motion che viene chiamato Collegium. Andrea ha raccontato del lungometraggio vincitore dell’edizione di quest’anno, “Memory Hotel”. Realizzato da Heinrich Sabl in venticinque anni di lavoro. Un film che sembra essere eccezionale e che loro sono stati felici di premiare per primi, perché il suo percorso nei Festival si sta rivelando pieno di successi e riconoscimenti. La prossima edizione sarà dal 21 al 25 Aprile, sempre nello spazio M9, museo del Novecento di Mestre e spera di avere un importante ospite internazionale, di cui non vuole rivelare il nome.

Dopo questa bella notizia Emiliano Fasano ha raccontato lo stato dell’animazione italiana, vista dai dati emersi durante il MIA (Mercato Internazionale Audiovisivo), conclusasi a Roma il 23 ottobre.
Un quadro purtroppo desolante, in cui si mostra il passaggio da un finanziamento pubblico per il cinema d’animazione da 80 milioni a 35 milioni e si viene informati di come il governo stia in questo momento lavorando per riscrivere la legge cinema. Di cui si sa già per certo che verrà cancellato ogni riferimento al cinema d’animazione, equiparandolo alle produzioni dal vivo. Il ché significa togliere il riconoscimento che l’animazione necessita di tempi di produzione più lunghi e di finanziamenti maggiori.

Emiliano dice che Cartoon Italia sta cercando salvare il salvabile, ma sarà difficile ottenere qualcosa.
In conclusione, il problema dell’animazione italiana rimane sempre lo stesso. Il fatto che ci sia un solo produttore, la Rai. La vera speranza resta l’apertura alle produzioni per altri canali che possano offrire una distribuzione nazionale.

Viene ricordato che a Genova è stato istituito il Premio Luzzati Giovani. Questo premio è destinato agli autori di cinema d’animazione sotto i quarant’anni che, come Emanuele Luzzati, sono in grado di fare animazione e di spaziare verso molteplici campi artistici: come la scenotecnica, la ceramica, la scultura le illustrazioni, eccetera eccetera. Il bando per partecipare è già aperto e chiuderà il 12 gennaio. Si invita chiunque rientri nei requisiti a partecipare.

L’ospite successivo è stato Simone Benvenuti, docente della Scuola Holden di Torino, con cui Aperitoon ha iniziato una collaborazione. Sono ormai due anni da quando la scuola ha iniziato a occuparsi di cinema d’animazione, tenendo corsi di Stop Motion fatto da Stefano Bessoni e di sceneggiatura per serie animate televisive fatto da Mario Bellina. Che essendo tra il pubblico, viene invitato sul palco.
Simone racconta come scuola si sia aperta all’animazione grazie all’intervento dello Studio Campedelli. Che rendendosi conto della mancanza gli sceneggiatori competenti ha suggerito alla scuola di fare un corso specifico. Lo studio è diventato anche un stato prezioso collaboratore, permettendo ai loro studenti di sottoporre delle sceneggiature al loro giudizio e dando consigli su come aggiustarle. La scuola, inoltre, introduce i propri studenti ai produttori durante gli Animation Days di Bergamo e altri eventi simili.
Parlando di cose più recenti,il pubblico in sala viene invitato a venire alla Notte delle storie, un evento che si terrà il 30 ottobre a partire dalle 18:00. In quella serata si apriranno le porte della scuola per mostrare agli interessati cosa fanno alla scuola Holden, con dimostrazioni ed eventi. Tra questi ci sarà anche una selezione di cortometraggi animati, che verranno proiettati in loop nella sala cinema.
Dopo questo invito, è iniziata una discussione tra Emiliano Fasano e Mario Bellina su come vengono strutturate le serie animate contemporanea. Dopo un periodo in cui si stava puntando di più sulle storie su gruppi di personaggi, adesso i produttori nazionali e internazionali (come Netflix) sono tornati a voler fare serie con un forte protagonista principale. Per farlo stanno cercando tre i fumetti, specialmente quelli che fumetti vendono bene.
Come sceneggiatore, Mario si dice rattristato dalla scelta perché la loro libertà di scrivere è stata fortemente limitata per restare il più fedeli possibili al fumetto. Non viene riconosciuto il fatto che una storia che va bene a fumetti può non esserlo per l’animazione. Dove c’è bisogno di elaborare dalla battuta al racconto. Una cosa che secondo lui tradisce la responsabilità che le serie animate hanno di intrattenere è appassionare il pubblico.

Adesso lui sta lavorando alla seconda stagione di “Nefertina”, dopo aver lavorato, anni fa, alla prima stagione. Per lui quella serie ha significato molto, perché nella sua scrittura hanno potuto fare cose molto belle. La produzione ha però sempre avuto dei problemi, in questo caso la cosa è dovuta al cambiamento in atto dentro la Rai, nei riguardi dei canali dedicati alle serie animate. Con la scomparsa di Rai YoYo, non si sa più dove distribuire i prodotti prescolari, questo ha portato la serie a passare a un target tra i sette e gli otto anni, con dialoghi più corti e azioni più complesse. Il cambiamento è stato così forte che le autrici della serie dei libri si sono tirate indietro. Mario dice che questo è solo l’inizio, perché col nuovo indirizzo della Rai, molte altre serie cambieranno di Target. Lasciando le serie prescolari in una situazione difficile.

La serata è continuata presentando una nuova idea, già provata durante l’edizione Milanese, Cartoon springboard. Ovvero, una prova generale per gli animatori che devono presentare i loro progetti. Dandogli la possibilità di farlo davanti a un pubblico di appassionati, dove i produttori si siedono in fondo alla sala quasi nascosti.

Ce ne saranno due è il primo riguarda la serie animata “Carlotta and the magic Mountains”. Ideata da Sara Zampirolo, La storia è ambientata in un passato indefinibile e racconta della marmotta Carlotta che vorrebbe una vita più interessante di quella di marmotta di vedetta. L’occasione arriva un giorno,quando incontrerà una stella cadente e decidono insieme di iniziare un viaggio alla scoperta delle montagne europee.
Durante i loro viaggi incontreranno diverse creature del Folklore montano, risolvere problemi o causando disastri. Lo stile di disegno è molto vicino alle illustrazioni per bambini e la cura nel disegnare i paesaggi si fa notare positivamente.

Sara ha mostrato alcuni dei personaggi che i due incontreranno e ha detto che Carlotta non parlerà, ma che ci saranno personaggi che parleranno e altri che faranno versi. La serie è rivolta a un pubblico tra i cinque e sei anni e che il progetto ha già suscitato l’interesse di associazioni naturalistiche italiane, che vorrebbero avere Carlotta come testimonial nelle campagne sulla sicurezza in montagna.
La serie è già stata presentata allo scorso Cartoons on the bay, vincendo il premio come progetto più interessante, e l’ha già portata al Cartoon forum, suscitando molto interesse. Purtroppo però non si può non pensare alle parole dette da Mario Bellina poco prima e sapere che, in questo momento, in Italia le produzioni rivolte a un pubblico prescolare sono bloccate.

La seconda serie presentata è stata “Le capitalistiche avventure di Zara e caccola”. Un progetto di Daniel Maru presentato per la prima volta al pubblico. Daniel ha raccontato di aver visto il futuro è di esserne stato così colpito da sentirsi obbligato a scrivere questa serie. La protagonista è Zara, una bambina di nove anni che vive a Milano 3000 con una nonna ipocondriaca. È un futuro difficile, dove la gente deve lavorare di continuo perché pensare è proibito. Anche Zara Lavora come tuttofare per il sindaco della città, descritto come un vero gaglioffo, e viene aiutata da quella che sembra essere l’unica sua amica, una creatura aliena, grande quanto una palla da tennis, che lei ha chiamato caccola.

La serie sarà comico demenziale, dal solco dalla serie fatte da Cartoon Network nel 2010, con la grande differenza che Zara è un po’ tonta, egoista, cinica e pure ingrata. Mentre caccola è l’esatto opposto. Lo stile usato è sporco, pieno di espressioni facciali esagerate e di paesaggi disastrati e le storie mostrano una complessa organizzazione sociale di fondo.
Daniel ha mostrato parti del fumetto che vuole lanciare insieme alla serie. A vederlo sembra valido.

A seguito sale sul palco, direttamente dal ToHorror Film Festival, Matteo Pennacchia, di cui si era da poco conclusa le premiazione. Si è parlato della selezione di cortometraggio animati presenti nel Festival e della proiezione, in anteprima nazionale, dal lungometraggio di Alberto Vasquez, “Decorado”. Che è avvenuta venerdì 23 alle 22:10 in una sala stracolma. Per festeggiare la collaborazione con aperitoon, Matteo ha portato il cortometraggio vincitore dalla sezione animata, il coreano “Finger Bang” di Kim Yeonwoo. Un impressionante cortometraggio di diploma in grado di raccontare col massimo orrore la storia di una relazione abusiva tra una donna emarginata e un essere a forma di dito umano.

Si è continuato invitando sul palco Simone Pratola, venuto per presentare il cortometraggio fatto dal collettivo Noctū Animation di cui fa parte. Il cortometraggio si intitola “Sotto i pini” e nasce ragionando sulla sensazione di immaginare la gente vissuta nel passato che si prova nei siti archeologici. Decidendo di spostarla su un paesaggio tipicamente mediterraneo in cui ci sono dei pini marittimi.
Un cortometraggio molto breve, ma pieno di fascino e di grande qualità artistica.
Simone ed Emiliano parlano dei vantaggi che si hanno nel formare un collettivo. Ti permette di essere sia libero professionista, di fare lavori personali o di collaborare a progetti più grandi.
Parlando di questi progetti, racconta che hanno in produzione un mediometraggio e di stare realizzando molte cose di breve durata per i social. Questo perché, per quanto sia bello mandare i cortometraggi ai Festival, il pubblico di questi è sempre di specialisti, mentre con i social si può attirare ho un pubblico di potenziali interessati che non vanno i Festival, ma potrebbero essere disposti a partecipare in campagne crowdfunding o a comprare gadget.

Chiude la serata la visione di altri sei cortometraggi realizzati dalla scuola internazionale di Comics. Anche in questo caso si è trattato di progetti molto personali, fatti per divertimento, per raccontare una storia o per mettere alla prova i propri limiti.
Chi scrive spera che i cortometraggi dalla scuola internazionale di Comics possano continuare a essere proposti anche nelle prossime edizione di Aperitoon. La prossima sarà il 16 dicembre, a Torino, sempre al Blah blah.
L'articolo Aperitoon di ottobre. Speranze per il futuro, nonostante i disastri del presente. proviene da afNews.info di Gianfranco Goria.
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