Forgotten Island. Quando il nuovo film Dreamworks è stato presentato ad Annecy 2026.


Da giovedì 24 è al cinema il nuovo film della DreamWorks Animation. “Forgotten Island” (“L’isola dei ricordi”).

Il film era stato presentato durante Annecy 2026 dai registi ed era stata una presentazione spettacolare. Marcell Jean era entrato sul palco a presentare il film nella Grande sale piena di fan dell’animazione raccontando che quando, mesi prima, aveva visto a Los Angeles i primi work in progress aveva subito capito che sarebbe stato un bel film.

Dopo che Marcell aveva “gentilmente” ricordato a tutti che chi sarebbe stato colto a fotografare ne avrebbe patito le conseguenze, la presidente di Dreamworks Animation è stata felice di presentare a tutti il nuovo lavoro fatto dai registi dell’acclamato “Puss In boots 2″ (Il gatto con gli stivali 2).

A quel punto i registi Joel Crawford e Januel P. Mercado erano entrati in sala, visibilmente emozionati e dicendo quanto fossero felici di essere ancora una volta ad Annecy a presentare un loro film.

Hanno cominciato dicendo che si trattava di una storia originale scritta da loro e parzialmente autobiografica.

Il loro lavoro su questo film è iniziato sette anni fa, quando hanno deciso fare un film basato sulla cultura Filippina. Questo desiderio non era legato all’esotismo, ma ai qualcosa a cui entrambi sono fortemente legati. I genitori di Januel P. Mercado sono Filippini, mentre Joel Crawford è sposato con una filippina.  Entrambi conoscono bene il paese e lo frequentano regolarmente per fare visita ai parenti. Conoscendone le storie la cultura e gli abitanti, erano decisi a fare qualcosa che mettesse in risalto la grandezza di quella cultura e il carattere eccezionale delle donne filippine.

Dopo aver detto questo, iniziarono a mostrare le foto nei filmati fatti dagli artisti che, insieme a loro, hanno sviluppato il film. Erano andati tutti insieme nelle Filippine e si sono documentati facendo: disegni fotografie e filmati della natura che li circondava e della ricchezza dall’arte tradizionale.

Sono stati colpiti da molte cose, tra queste il ricco numero di pali della luce che vedevano in giro, che hanno riprodotto fedelmente nel film.

Raccontando delle loro scelte stilistiche hanno detto di aver preferito ambientare il film negli anni Novanta, sia per una loro preferenza estetica per i vestiti, la musica e gli anime in quel periodo, che per la loro convinzione che fossero anni in cui le cose fossero più tangibili. Dove si usciva per andare a incontrare gli amici o per essere informati di quello che accadeva.

Nel raccontare la trama del film lo hanno descritto come la storia dell’amicizia inossidabile di due ragazze, profondamente diverse ma insieme da sempre. Un’amicizia che sembra arrivare a un bivio quando i casi della vita potrebbe portarle a separarsi. A quel punto avevano fatto partire la proiezione in anteprima di parte del film ancora in lavorazione. Una proiezione talmente lunga che si iniziava a pensare lo avrebbero proiettato tutto. Più di venti minuti di una storia che ha lasciato il pubblico senza fiato. Le due ragazze diventano amiche da bambine perché sono le uniche che credono alle leggende locali. Passano ore insieme ad ascoltare i racconti che la nonna di una di loro, una sciamana, gli ripete e si promettono di trovare insieme la porta che conduce ad un’isola che si dice abitata dalle creature sovrannaturali.

Col passare degli anni le due si mettono continuamente nei guai, anche molto seri, ma continuano a pensare al loro obiettivo. Ma una volta finite le scuole superiori una delle due riceve una borsa di studio per l’estero, mentre l’altra non sa cosa fare nella vita ed ha paura di essere lasciata sola. Proprio in quel momento appare la porta verso l’isola magica, ma quello che le due troveranno sarà molto più incredibile, fantastico e pericoloso qualsiasi cosa avessero immaginato. Qualcosa che potrebbe cancellare per sempre la memoria dalla loro amicizia, perché nella mitologia filippina le creature più spaventose sono quelle che si nutrono dei ricordi felici.

Appena le luci si sono riaccese in sala gli autori avevano ripreso a parlare del making off, raccontando come per lo stile di disegno si siano ispirati alla street art degli anni novanta ed ai colori elettrici che andavano di moda nella prima metà di quella decade. I personaggi che compaiono sull’isola sono buffi, ma tutti realmente presenti nella mitologia locale ed hanno cercato di mantenerne i caratteri che le leggende hanno dato loro.

Nel film sono presenti diverse parti realizzate in 2D. Queste sono state fatte da uno studio d’animazione filippino con decenni di esperienza nella realizzazione di animazione per il mercato giapponese. Così da riuscire a replicare al meglio lo stile di anime anni novanta come “Sailor Moon”, “Dragon Ball” e “The Slayers”.

Gli antagonisti del film sono due creature  mitologiche malvagie che si nutrono della memoria delle vittime. Entrambe cercheranno di rubare i braccialetti dell’amicizia alle due ragazze, perché sono il concentrato nella sua vita insieme e potrebbero dargli la forza che gli consentirebbe di prevalere sull’altra.

I registi ci tengono a far sapere che la cattiva mostrata nel work in progress è stata doppiata dalla stessa persona che ha dato la voce a Jasmine e Mulan, che è che è stata fantastica nel ruolo di antagonista.

Per realizzare questo film hanno spinto al massimo i limiti dell’animazione, ancora di più di quanto avessero fatto con “Il gatto con gli stivali 2”. Creando numerosi ambienti diversi, in stili diversi, che le due protagoniste visiteranno nell’isola. Ricordando la grande fatica, i due registi partono nell’eloggiare i loro produttori e la crew che ha lavorato con loro. Raccontano che per poterli coinvolgere di più nella storia hanno cominciato a chiedere a tutti cosa significasse per loro l’amicizia. I discorsi devono essere stati profondi, perché dicono che uno dei loro produttori ha pianto ricordando un litigio che aveva distrutto l’amicizia con la sua migliore amica del college.

Arrivato il momento di chiudere l’incontro il pubblico non riusciva a fermare il proprio entusiasmo. Cogliendo questa occasione, Marcel Jean aveva chiesto se volevano vedere ancora di più di quel film. Dopo aver sentito il boato di risposta aveva proposto ai registi di organizzare una proiezione speciale della versione ancora non finita del film per la mattina del giorno dopo.

I due registi sembravano molto sorpresi dalla richiesta. Poi, facendo dei sorrisi imbarazzati, avevano risposto che si poteva fare. Ma si vedeva perfettamente come non sapessero dire se Marcell fosse serio o stesse scherzando.


Fatto sta che il giorno dopo, alle 8:30 del mattina, quella proiezione è stata fatta. Chi scrive ricorda con rammarico quanto sia stato impossibile prenotare un posto, perché erano stati tutti esauriti ha una velocità impressionante.
Adesso il film è uscito nelle sale e può essere visto da chiunque voglia farlo.

Chi scrive non vede l’ora di andare a vederlo, per confermare quanto visto quel giorno e i racconti entusiasti che ha sentito da chi è riuscito a vedere quella proiezione.

Perché sono stati fatti molti film d’animazione che parlano dell’amicizia, ma è il modo di raccontarlo è i sentimenti di chi ha lavorato al film quello che distingue tra il ripetere stanco di un cliché e il film che si incide nel cuore di chi lo vede.

Tutto lascia pensare che questo film possa appartenere alla seconda categoria.

L'articolo Forgotten Island. Quando il nuovo film Dreamworks è stato presentato ad Annecy 2026. proviene da afNews.info di Gianfranco Goria.


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