Ti offro la Savoia in cambio di…

No, non è il gioco del Risiko, purtroppo.

Mi pareva di ricordare che i Savoia svendettero la Savoia (popolo incluso) per uno sbocco sul mare. A quanto vedo, ricordavo male, ma l’ignoranza, o i ricordi fallaci, si sistemano studiando.
Ordunque, i Savoia cedettero la Savoia (insieme alla Contea di Nizza) alla Francia nel 1860 in cambio del sostegno militare e politico di Napoleone III alla conquista imperialista della penisola italiana e del permesso francese alla conquista della Toscana e dell’Emilia-Romagna da annettere all’allora Regno di Sardegna.

Per i Savoia il proprio popolo (gli abitanti della Savoia, i loro sudditi, cui il sovrano deve tutto e ai quali deve dare protezione, benessere e affetto… ma, si sa, la realtà delle monarchie di solito non è idilliaca come quella dell’immaginaria Syldavia (vedi in coda a questo articolo). Per i Savoia, evidentemente, i sudditi erano solo forza lavoro e carne da macello, vendibili in qualunque momento per aumentare la forza lavoro e la carne da macello con guerre di conquista violenta, con cui diventare più ricchi e potenti (i sovrani, non i popoli). E alcuni a Milano ingenuamente gridavano in coro a teatro Viva VERDI! per dire Viva Vittorio Emanuele Re Di Italia… Non lo facevano perché volevano democrazia e repubblica, oh, no, volevano solo cambiare monarca in un’ottica nazionalista che non teneva minimamente conto dei diversi tanti popoli della penisola italica, della loro storia, cultura, lingue ecc. Scelsero, per giunta, forse il peggiore monarca del momento in Europa? Uno a cui dei propri sudditi importava talmente poco da poterli svendere per diventare più ricco e potente, sfruttandone molti di più, come accennavo.
Non avrebbero quindi, in realtà, ottenuto nemmeno una vera libertà, perché passare da un monaca a un altro avrebbe dato loro, come si vide, solo un nuovo sfruttatore. Come sempre Libertà-Uguaglianza-Solidarietà è un tutt’uno da non scindere mai. Ma è così facile, sembra, ingannare la gente, quando questa urla in massa e rinuncia all’uso del pensiero critico…
Non so quanto poco valga questa mia improvvisata analisi pseudo storica (peraltro non recente), non essendo uno storico di professione come il bravo professor Barbero. In fondo è, come al solito, solo uno stimolo alla riflessione. Tuttavia un pensierino più approfondito sulla retorica propagandistica monarchica a favore dei Savoia riguardo a tutto il periodo ultra mitizzato del Risorgimento (di cui si teme forse di dover affrontare gli aspetti deleteri sui popoli della penisola italica), magari andrebbe finalmente fatto. O è stato già fatto dagli storici, ma si è fatto finta di niente e nei libri di scuola non se ne parla? Persino l’Inno della Repubblica Democratica Italiana, IMVHO, andrebbe rivisto: non mi pare sia stata una gran scelta adottare l’inno guerresco di battaglia scritto dal povero Mameli. Non è certo coerente coi principi repubblicani e democratici legati a Libertà-Uguaglianza-Solidarietà.

Ma lo so, è sempre difficile, ci vuole davvero molto molto fegato (decisamente troppo per alcuni) per fare i conti con gli errori drammatici e tragici del passato (si veda il fascismo per citarne uno più recente), per metterli razionalmente in discussione e quindi andare avanti con la coscienza finalmente a posto, avendo studiato, imparato, capito e smesso di fare sempre i soliti terribili errori. Capperi, almeno ragionarci su seriamente, dal punto di vista storico e umano, eh, dai! Non dico per me che son troppo vecchio, ma per le prossime generazioni.


Due righe aggiuntive di Storia, nel frattempo:

Le Origini dell’Accordo

Accordi di Plombières (1858): Cavour e Napoleone III strinsero un patto segreto in cui la Francia promise di aiutare il Piemonte contro l’Austria in cambio di Nizza e Savoia.

Seconda Guerra d’Indipendenza (1859): Dopo le vittorie franco-piemontesi e l’Armistizio di Villafranca, l’assetto dell’Italia centrale cambiò rispetto ai piani iniziali.

La Ratifica

Trattato di Torino (24 marzo 1860): Vittorio Emanuele II e Cavour formalizzarono la cessione dei territori transalpini in cambio del riconoscimento francese dei plebisciti che sancirono la nascita del primo nucleo allargato dello Stato unitario italiano nazionalista e monarchico (invece di uno Stato repubblicano e federale, basato su Libertà-Uguaglianza-Solidarietà, che avrebbe rispettato la tantissime meravigliose diversità dei popoli della bella penisola chiamata Italia).


Occhio, che le Monarchie non sono tutte come quella della Syldavia… 😉

Syldavia – GEO magazine
Sagoma in cartone di Lefranc su Re di Syldavia da Tintin – Lo scettro di Ottokar – foto Gianfranco Goria dalla serie FumettoSuFumetto.

L'articolo Ti offro la Savoia in cambio di… proviene da afNews.info: Fumetti, bande dessinée, comics, manga, animazione, Tintin, Syldavia, Disney, cartoons, BD et al. Fumetto e dintorni ogni giorno dal 1995 una storica ricca rete di connessioni informatiche e umane, web social etc. - non profit journalism - daily news press agency founded and directed by Gianfranco Goria.


Leggi e vedi l'originale su https://ift.tt/ZO8hNc3
www.afnews.info Approfondimenti e Stimoli per chi fa fumetti e per tutte le altre persone, GGblog August 11, 2026 at 11:49AM via WordPress https://ift.tt/ZO8hNc3

Commenti