Aperitoon di Dicembre, tra ricordi, premi vinti e nuovi cortometraggi.

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Aperitoon di Dicembre, tra ricordi, premi vinti e nuovi cortometraggi.

Martedì 12 dicembre si è svolta a Torino nel locale Blah Blah di via Po l’Aperitoon, l’appuntamento mensile per gli appassionati di cinema d’animazione.

Si è iniziato ricordando un grande dell’animazione scomparso recentemente Grant Munro. Emiliano Fasano ha chiamato sul palco lo Alfio Banstiancich per parlarne e ricordare il loro incontro.

La carriere di Grant iniziò quando Norman McLaren arrivò in Canada e venne incaricato di organizzare il National Film Board. Munro era tra gli artisti scelti da lui nelle accademie d’arte. Da allora divenne uno dei suoi assistenti e collega. Fu lui a iniziare le ricerche sulla Pixillation poi resa celeberrima da McLaren grazie al corto premio Oscar “Neighbors”. Corto dove Munro interpreta uno dei protagonisti.

Delle sue ricerche si conservano centinaia di metri di pellicola. Oltre questo ha lavorato con McLaren e realizzato cortometraggi vari. Alla sua memoria viene proiettato “Neighbors”.

Finito il corto viene chiamato sul palco Giorgio E. S. Ghisdolfi per parlare del suo libro, “Star Wars, l’epoca Lucas” dicendo innanzitutto come mai lo ha scritto.

Anni fa collaborò a un libro su Indiana Jones scrivendo un capitolo sul personaggio e il cinema d’animazione. Avrebbe dovuto fare lo stesso con Star Wars, ma alla fine il libro non si fece. Però lui aveva già scritto la sua parte e l’argomento l’aveva appassionato così tanto che decise di continuare facendoci su un libro intero.

Quali sono i rapporti di George Lucas con l’animazione?

Premesso che il primo film che Lucas abbia fatto sia un cortometraggio animato da un minuto, premesso che è sempre stato un appassionato, premesso che durante la lavorazione di “American Graffiti” abbia dichiarato che lavorare da solo animando su un tavolo da disegno invece che con degli attori era decisamente meglio, il suo apporto è stato inestimabile.

Lucas ha cambiato il mondo del cinema, per realizzare i suoi film ha ha messo in piedi due volte lo studio che ha realizzato gli effetti speciali, prima a Hollywood e poi in San Fransisco. Ha fatto nascere quella che sarebbe diventata la Pixar, ha avuto peso anche nell’invenzione della Motion Cam e tanto altro ancora. Incredibile e quasi inaspettato.

Se volete saperne di più dovete leggere il libro.

Segue il ricordo di un grande animatore italiano scomparso di recente. Giovanni Ferrari.

Ghisdolfi viene richiamato sul palco per parlarne. Ferrari aveva iniziato a lavorare in animazione nella Gamma Film, poi lui e altri lasciarono il celebre studio per fondarne uno loro, il RDA79, con cui collaborarono a tanti progetti, tra cui “Allegro non troppo”.

Ghisdolfi incontrò Ferrari in quello studio quando da giovane iniziò a lavorare in animazione. Era una persona sempre allegra e mai duro con i giovani. Faceva notare gli errori scherzando e suggeriva come rimediare. Aveva una grande abilità nel disegnare qualsiasi cosa e era velocissimo nel farlo. Una cosa che lo faceva ammirare.

In sua memoria viene mandato il pezzo del “Valzer triste” di “Allegro non troppo”, pezzo che lui aveva animato mettendo tutta la sua abilità con l’intento di commuovere la gente. Tutta la sala è con le lacrime agli occhi.

Si parla della recente edizione degli ”Emile Awards”. I premi che, nelle intenzioni, dovrebbero diventare il più importante riconoscimento europeo per l’animazione.

Il film che ha vinto più premi è stato “La mia vita di zucchina”,di Claude Barras commovente film francese in Stop Motion uscito anche in Italia per breve tempo e disponibile in dvd.

Il secondo lungometraggio più premiato è stato “La tartaruga rossa”, meraviglioso film di Michael Dudok De Wit.

Nella categoria delle produzioni per la TV hanno ancora una volta trionfato gli inglesi con uno speciale natalizio, “Revolting Rhymes”, di Jakob Schuh, Jan Lachauer e Bin-Han To dello Studio Magic Light Pictures, gli stessi di “The Gruffalo”. La particolarità è che lo special è in due parti.

Nella categoria spot televisivo ha vinto “The Last Job on Earth”. Spot inglese fatto dal Moth Studio e d‘ambientazione futuristica fatto per pubblicizzare una campagna sociale di un giornale sulla sostituzione degli umani con robot industriali. Lo stile è davvero bello.

Come miglior cortometraggio ha vinto lo svedese “Min Börda”. Di Kiki Lindroth von Bahr”. Chi scrive non può essere più d’accordo con la scelta fatta.

Ma ecco la parte che più interessa. Il premio come miglior cortometraggio di diploma lo ha preso l’Italia con il cortometraggio “Merlot” fatto da due studentesse del CSC; Marta Gennari e Giulia Martinelli.

Essendo un corto scolastico viene chiamata sul palco Chiara Magri del CSC per parlare di come le due studentesse lo abbiano realizzato. Il racconto è semplice. Loro volevano fare un corto divertendosi nel farlo, e sono riuscite a fare un corto divertendosi. Il successo che sta riscuotendo le stupisce e gli fa piacere. Viene mandato il filmato fatto durante la premiazione degli Emile Awards, quando le due autrici sono state chiamate sul palco.

Questo premio è un grande riconoscimento per la scuola, che stia acquisendo sempre più fama, così come l’animazione italiana.

Per dare un esempio, un festival di cinema di Lisbona chiamato “Monsra” ha fatto una proiezione di cortometraggi animati italiani e hanno chiesto alla scuola di realizzare una sigla animata per l’evento. Il compito è stato affidato agli allievi del primo anno, che dovevano realizzarla utilizzando ritagli di carta colorata. Il risultato è piaciuto tanto che le sigle scelte sono state due.

Si passa a un altro argomento. In un’atmosfera tenebrosa e di crescente imbarazzo Emiliano Fasano rivela alla sala come, ormai da diversi mesi, passa le sue serate. Chiede a Andera Pagliardi di mandare un filmato.

Si tratta del videogame indi “Cuphead”, il più recente successo nel web, realizzato da due fratelli appassionati d’animazione anni ’20-’30.

Animato disegnando a mano ogni scena per poi riprenderla in digitale. Lo stile è quello dei cartoon anni ’20 e ’30 dei fratelli Fleischer, Paul Terry, Walt Disney, Ub Iwkers ecc. Nel filmato sono mostrate scene del gioco paragonate alle ispirazioni prese dai cartoon storici.

Il gioco è molto difficile, ma è una gioia per gli occhi. Molto appassionante.

Si passa a un altro punto chiave della serata, la proiezione di “RobHot” il nuovo cortometraggio di Donato Sansone. Purtroppo l’autore non è potuto venire, ma il cortometraggio è stato molto apprezzato dai presenti. Si tratta di un grande omaggio a “Mazinga Z”. Super robot di cui Donato Sansone è sempre stato un grande fan.

La lotta violenta e grottesca tra un uomo e una donna dentro a due giganteschi corpi non metallici ma di carne è cruenta, piena di urla in giapponese maccheronico e porta all’amore. Chi ricorda i litigi tra il protagonista di Mazinga, Ryo Kabuto e la pilota di Afrodite A Sayaka si troverà a casa.

Giunge alla fine anche quest’Aperitoon. Si chiude con la proiezione di “Toys”, cortometraggio di Grant Munro del 1966 che condanna l’assurda violenza della guerra mettendo dei bambini davanti a giocattoli che ripetono realistiche azioni di guerra tra morte, paura e ferite.

E con questo si è chiusa l’Aperitoon di dicembre. Ricordando passato e guardando al futuro. Un’altra grande serata dell’animazione italiana.



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