martedì 4 luglio 2017

Proiezione di Diploma del CSC 2017. Diploma Honoris Causa a Ugo Nespolo e tante idee per il futuro tra Italia e Canada.

afn:
Proiezione di Diploma del CSC 2017. Diploma Honoris Causa a Ugo Nespolo e tante idee per il futuro tra Italia e Canada.

Venerdì 30 giugno si è svolta la proiezione dei corti di diploma del Centro Sperimentale di Cinematografia, dipartimento animazione, di Torino.

Rispetto agli anni passati l’evento si è svolto più tardi, ma questo non ha impedito che ci fossero ottimi cortometraggi animati da vedere.

Come ogni anno a presentare il tutto ci ha pensato Sergio Toffetti, direttore della scuola, che presenta l’assessora alla cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi. Insieme danno inizio a un simpatico scambio di battute sul fatto che la regione contribuisce al sostentamento della scuola, ma si potrebbe fare di più, ma stanno facendo di più ecc. che strappa qualche risata al pubblico.

La regione sta guardando con molto interesse al cinema d’animazione e stanno sperando nella nascita di un fondo per il cinema d’animazione a Torino. A questo proposito sono in corso da mesi delle trattative tra la RAI e la regione, ma per preservare il buon’umore della serata NON vuole sapere a che punto sono ferme (il che non sarà incoraggiane, ma è certamente reale).

Quest’anno la regione ha commissionato alla scuola uno spot animato per celebrare i quaran’anni dell’abbattimento del muro nell’ex “manicomio” di Collegno. Fatto storicamente importante accaduto un anno prima dell’approvazione della legge Basaglia, che portò alla chiusura dei manicomi.

Si passa la parola a Paolo Tenna, presidente della FIP (Film Investimenti Piemonte) che fa un discorso molto rassicurante sullo sviluppo del cinema d’animazione perché elenca quanto la crescita del settore sia aumentata (su 80 aziende in Italia 15 sono a Torino). Con il settore in crescita conviene investire, cosa che sta avvenendo.

La FIP è contenta di aiutare a sviluppare il settore e far partire start up.

Viene mostrato il su citato spot “Aprire l’istituzione non è aprire una porta ma la nostra testa” sul quarantennale dell’abbattimento del muto del “manicomio” di Collegno. Una ballerina danza sul muro facendolo crollare, le persone che erano chiuse dentro iniziano a camminare e lentamente a uscire dal grigiore dell’istituto.

Gli autori sono: Giulia Auditore, Matteo Ricci, Elena Sorrentino e Marta Treccani. Raccontano che fare lo spot è stato molto impegnativo, è la loro prima esperienza seria e erano inesperti. Ma hanno avuto molto aiuto sia dalla scuola che dalla regione. Hanno deciso di accentuare la libertà dei ricoverati piuttosto che esagerare sulla loro vita prima che il muro venisse abbattuto. Questo perché la cosa importante è la sua caduta. Anche la regione ha preferito che il messaggio fosse più positivo che cupo.

Viene il momento di consegnare il diploma Honoris Causa a Ugo Nespolo. Per introdurre l’avvenimento si proietta un episodio di “Yo Yo”, la bella serie animato in CGI prodotta per il canale Rai Yoyo dove Nespolo ha collaborato per scenografie e idee dandogli il suo inconfondibile stile.

Collegandosi allo spot mandato prima racconta che era amico di Basaglia e, prima che approvassero la legge, andavano insieme a tirare le monetine contro gli psichiatri.

Racconta della sua cariera di autore di cinema sperimentale, dell’incontro con Man Ray a Parigi dove il grande maestro gli diede una sceneggiatura per un film, all’incontro con i grandi del “New American Cinema Group” avvenuto a Torino nel ’67 che fece rinascere il cinema sperimentale italiano.

Ugo Nespolo considera l’animazione un’arte nobile, è molto soddisfatto di come sia venuta la serie animata “Yo Yo”. Sta avendo anche un ottimo successo sia in Italia che all’estero. Tanto che, per la prima volta, si annuncia che stanno lavorando a una seconda stagione.

Si parte con la consegna dei diplomi agli studenti.

I primi a riceverlo sono Tommaso Gialli, Arianna Gheller e Bartolomeo Sciaccaluga autori del corto “Snore” che purtroppo non è finito perché sembra davvero interessante.

La storia racconta di un bambino che ha degli incubi ricorrenti e vuole scoprirne l’origine. La parte che rappresenta la realtà è realizzata in Stop Motion con pupazzi interessanti e non realistici. La parte dei sogni sarà fatti in CGI usando diversi stili.

Il corto è stato ambientato negli anni ’80 per dargli il fascino decadente di quel decennio e gli autori ci tengono a far sapere che stanno curando il suono con particolare attenzione. Si spera di poterlo vedere finito.

Tocca a “Azzurra e Midori” cortometraggio in 2D fatto da Elena Garofalo, Marta Giuliani e Laura Piunti. Racconta la storia si una ragazza italiana grande fan del Giappone, del suo cinema d’animazione e della sua moda appariscente, pronta a partire per visitarlo. In Giappone inizia a saltare da un negozio all’altro finendo con lo scontrarsi con una ragazzina che va in giro con luo maestoso, e un po’ inquietante, gatto. La ragazzina sembra essere una grande fan dell’Italia e cerca di fare amicizia, la Azzurra è troppo presa dal mondo degli oggetti colorati per badarci.

Cortometraggio carino sul cambiare il proprio punto di vista fatto tentando di mantenere uno stile fresco da Carnet de voyage e dal piacevole tono acquerello.

Segue “La luna rubata”, cortometraggio in CGI di Vittorio Massai e Dario Lo Verme tratto da una fiaba dei fratelli Grimm. In un mondo dove le notti sono totalmente oscure quattro fratelli partono in cerca di fortuna trovando un villaggio dove la luna è tenuta legata a un albero facendo pagare una tassa agli abitanti per la luce. I quattro la rubano e replicano il commercio nel loro villaggio. Ma cos’accadrà dopo la loro morte?

Gli autori ringraziano molto insegnati, compagni di scuola e amici per tutto l’aiuto che hanno ricevuto. Hanno voluto fare un cortometraggio pieno di personaggi tutti estremamente diversi e fatti in stile tratto dalle illustrazioni tradizionali delle fiabe dei Grimm.

Vista la mole di lavoro da fare in due si dicono soddisfatti del risultato.

É il turno di “La cabina” cortometraggio in 2D fatto da Ginevra Lanaro e Federica De Leonardo. Racconta la storia di una bambina che va nell’ascensore del palazzo inventando storie fantastiche sull’andare su e giù per i piani. Nonostante sia piuttosto chiassosa nessuno che sale con lei nell’ascensore sembra farci caso, tranne forse un coetaneo che sale più volte leggendo un libro e alzando la testa solo per sfotterla. Ma si sa, i bambini non dovrebbero prendere l’ascensore da soli perché questi potrebbero bloccarsi con loro dentro.

L’atmosfera del corto è particolare, non solo perché è l’unico tra i presentati a avere personaggi con dialoghi, è l’atmosfera realistica di ambienti e personaggi che sembra richiamare qualcosa del cinema d’autore.

Le autrici dicono che hanno dovuto trovare il modo di conciliare le loro esigenze artistiche con il bisogno di raccontare una storia che rendesse partecipi gli spettatori.

Chiude il tutto la proiezione di “Humus” cortometraggio 2D fatto da Simone Cirillo, Simone Di Rocco, Dario Livietti e Alice Tagliapietra. Il corto è già stato mostrato durante “Cartoons on the Bay” perché vincitore del Premio Laganà. Racconta la storia di un bambino che vive nel bosco come apprendista del maestro Cervo, grande esperto di magia e botanica. Stufo di dover sempre e solo pulire e sistemare il bimbo una sera aspetta che il maestro vada a dormire per iniziare a imitarlo nella preparazione di un composto. Cosa che scatenerà grandi disastri.

Meraviglioso corto dichiaratamente ispirato a “L’apprendista stregone” di Walt Disney più il messaggio che ogni problema può essere risolto con creatività e inventiva. Il corto è decisamente buono e non stupisce che abbia già vinto dei premi.

La speranza degli autori e di poterne fare una serie animata. Sarebbe davvero stupendo se ci riuscissero.

A consegnargli i diplomi è Federico Vallarino. Animatore più che bravo e rappresentante di Toon Boom per l’Italia che viene introdotto per parlare di un fatto molto positivo per la scuola. Il rinnovamento della Partnership tra il CSC e Toon Boom di cui potranno beneficiarne gli studenti, i professori e gli ex studenti. L’azienda canadese farà corsi per insegnare a usare il programma e metterà in contatto gli studenti con gli studi canadesi aumentando le possibilità di lavoro e carriera.

Viene chiamato sul palco Donato Sansone. Ex studente del CSC autore di cortometraggi artistici, irriverenti e poetici per presentare il suo ultimo corto, “Journal Animé”. Gli chiedono com’è nato il corto. Il suo produttore francese (Autour de Minuit) gli disse che doveva fare un corto sulla libertà d’espressione. Fecero una partnership col quotidiano “Liberation” e così ogni mattina riceveva il giornale, su cui ha scarabocchiava prendendo in giro con semplicità le notizie. Ma indipendentemente dalla sua volontà tutto ha acquisito un tono più tragico negli ultimi giorni, quando l’attentato al Bataclan ha sconvolto il mondo. La scuola è molto fiera di lui, è l’allievo più artista che hanno avuto e mostrano sempre suoi lavori.

Si passa la parola a Laura Onofri del gruppo “Se non ora quando?” legato al Salone del Libro.

Per la terza volta il gruppo ha commissionato una pubblicità progresso alla scuola per combattere il maltrattamento delle donne nella società. Quest’anno il risultato è uno spot contro il cyberbullismo intitolato “Potere al WEB amico”. Una ragazza posta una sua foto su un social e iniziano a arrivargli insulti. Quando la situazione diventa insostenibile altri utenti l’aiutano a non affondare.

Fatto dagli allievi del 2° anno Sara Binetti, Melania Campanaro, Francesco Corrado, Sara Crippa e Andrea Parisella. Come gli altri due corti sta avendo molto successo. Li mostrano a convegni per i diritti per le donne, viene richiesto da associazioni e mandato al “Museo della donna”. Per questo motivo l’associazione contribuirà con una borsa di studio.

Parla Salvatore Collarino, presidente del Banco alimentare che da alcuni anni commissiona corti alla scuola per combattere lo spreco alimentare. Il corto di quest’anno è “Termine minimo di conservazione” fatto dagli allievi del 2° anno Leonardo Altieri, Giacomo Bianchi, Jacopo Martinello e Simone Stassano. Si parla del fatto che i prodotti “Da consumarsi preferibilmente entro una data in realtà sono buoni per almeno un altro paio di mesi, quindi negozi ecc sono invitati a donarli a chi aiuta i bisognosi. Il corto racconta questo con i toni di un film giallo, divertente e efficace. Verrà mostrato nelle scuole e mandato in giro per il mondo per presentare il Banco alimentare.

La serata procede con l’intervento di Donata Pesenti della “Bibliomediateca Mario Gromo”. Importantissima parte del museo del cinema dove vengono conservati centinaia di libri sul cinema, riviste, locandine, Vhs e dvd. Posto essenziale per fare ricerche sul cinema o vedere film da tutto il mondo ma collocato in una parte poco conosciuta della città. Per questo è stato chiesto alla scuola di fare un corto che spiegasse dove si trovano e cosa offrono, è nato così “Raggiungerci è una scoperta” fatto dagli allievi del 2° anno Domenico Acito, Andrea Bernardi, Francesca De Toni, Giulia Manna e Maria Nocerino. Che in un minuto sono riusciti a citare “Alice nel paese delle meraviglie” e dare indicazioni precise su dove trovare la Bibliomediateca.

Ultimo intervento è di Roberto Corgniati, Project Menager di “Una Buona Occasione”, che racconta come abbiano commissionato un cortometraggio per sensibilizzare sullo spreco dell’acqua allo Studio Ibrido. Che definisce una nuova start up piena di possibilità.

Hanno dato allo studio la massima libertà nel trattare l’argomento e così è nato “Water Hunters” di Salvatore Centoducati e Massimo Ottoni. Corto ambientato in un futuro dove l’umanità vive sottoterra a causa della temperatura elevata sulla superficie terrestre e l’acqua è tanto preziosa da essere usata come moneta. Per farlo si sono ispirati alle loro passioni, fantascienza in stile anime giapponesi anni ’80 in primo luogo. Il risultato è sorprendente.

Si chiude con una proiezione che mette insieme tutti gli Showreel dei vari studi d’animazione torinesi. Una proiezione molto lunga, quasi sembrava non dovesse finire mai. Ma chi scrive spera che nei prossimi anni aumenti ancora di più.



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