sabato 24 giugno 2017

Recensione: Una vita cinese 2 di Li Kunwu e P. Ôtiè

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Recensione: Una vita cinese 2 di Li Kunwu e P. Ôtiè

UNA VITA CINESE

2. Il tempo del Partito

di Li Kunwu e P. Ôtiè

add Editore

Siamo arrivati al secondo volume della pluripremiata trilogia “Una vita cinese”, disegnata dal Maestro Li Kunwu. Il sottotitolo non serve a spiegare gli avvenimenti. Il Partito era pervasivamente presente anche nel primo volume, “Il tempo del padre”, caratterizzato dalla rivoluzione culturale e dalla crudeltà stupida delle Guardie Rosse, così come il padre di Xiao Li, il giovane protagonista del fumetto, è presente (eccome!) anche in questo volume.

In realtà, questi sottotitoli servono solo come segnalibri, a ricordarsi a che pagina si era arrivati. La trilogia (a novembre uscirà il volume conclusivo “Il tempo del denaro”) scorre tra le mani dell’autore senza interruzioni, coi ritmi e i tempi spesso sincopati cari all’arte del fumetto, pur trattando tempi storici, lunghi e misteriosi, cinesi appunto. Ma sono anche i tempi di una vita umana, dove ti ritrovi anziano senza accorgertene, dove vieni travolto da avvenimenti più grandi di te, inghiottito nel ventre di una burrasca che ti getta alla fine, stremato, sulla battigia di un mare di china.

Con un filo d’ironia potremmo affermare che la consolazione di Li Kunwu sarà almeno quella di aver vissuto “tempi interessanti”. Avevamo lasciato il nostro giovane protagonista, scioccato dall’annuncio della morte di Mao. Il secondo volume si apre con il funerale del Grande Timoniere, il 13 settembre 1976. Folla disperata, attonita, colta nell’atteggiamento dignitoso (come sanno esserlo i cinesi) nel funerale di un padre. Li Kunwu disegna tavole silenziose, di volti segnati da lacrime asciutte. Si intuisce non solo il dolore ma anche la paura del futuro. Che ne sarà del popolo cinese, adesso? Quel futuro è un vaso sigillato, insondabile. Ma, come la vita, anche il disegno dell’autore si rianima, riacquista lucidità, racconta che la morte dolorosa del Leader restituisce, contemporaneamente, nuove possibilità alla vita civile. Tra le pagine più belle, la cattura della “banda dei quattro”, capitanata da Jiang Qing, la vedova di Mao.

E’ come se si fosse alzato un vento di libertà, di cambiamento. Ricorderete che anche il padre del protagonista, funzionario di partito, era finito senza colpa nei campi di rieducazione. Le Guardie Rosse e i loro eccessi sono finiti, è il tempo di Hua Guofeng (in realtà il vero potere era già di Deng Xiaoping) ai vertici dello Stato. E’ l’inizio di una nuova trasformazione della Cina che la porterà, in breve, ad una certa libertà economica, al capitalismo e, poi, al predominio sui mercati mondiali. Ricordo quella fase della storia come fu vissuta anche in Italia. Nessuno mi toglierà dalla testa che la “Banda dei quattro” ha pagato (tra l’altro con l’ergastolo) anche gli errori economici e politici dello stesso Mao, icona però intoccabile in vita e dopo. La vicenda si dipana velocemente nel tentativo, da parte del nostro giovane, di entrare nel Partito (si, non era una cosa facile!), forse per dimostrarsi degno di suo padre, ora riabilitato. E’ un viaggio nel purgatorio di una Unità agricola, di amori infranti, mentre la Cina prosegue verso la modernizzazione di Deng Xiaoping, verso la creazione delle prime attività private. Il talento artistico di Xiao Li, viene riconosciuto e valorizzato. E’ qui che l’alter ego di Li Kunwu, inizia sul serio la sua attività, le sue illustrazioni iniziano ad essere pubblicate, l’artista di Stato comincia ad emergere ma lo Stato è, a sua volta, cambiato inesorabilmente. La Cina è più libera e il disegno dell’autore ne risente, le sue inquadrature sono straordinarie, il suo pennello più intenso, più felice.

Visto che l’insegnamento della Storia in Italia si sta avvicinando a tempi più recenti, non so pensare ad un libro di testo come “Una vita cinese” più adatto a comprendere le vicende della Cina moderna. Tra l’altro, gli studenti comprenderebbero anche come il fumetto sia un mezzo efficace e divertente per studiare. E non è poco!

[Recensione di Nico Vassallo]

UNA VITA CINESE

Il tempo del Partito

di

Li Kunwu

P. Ôtiè (sceneggiatore)

(add Editore, 2017. 196 pagine. Euro 19,50)



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