Giovanna Ferrari miglior story artist per “The Breadwinner”: un po’ d’Italia agli Emiles 2018

Giovanna Ferrari miglior story artist per “The Breadwinner”: un po’ d’Italia agli Emiles 2018

“I racconti di Parvana-The Breadwinner”, il lungometraggio animato diretto da Nora Twomey e basato sull’omonimo romanzo di Deborah Ellis (da noi noto come “Sotto il burqa”) è stato uno dei principali protagonisti agli ultimi European Animation Awards, aggiudicandosi tutte le ‘statuette’ per cui era candidata.

Una di queste riguardava il Miglior Storyboard per un lungometraggio, e ad aggiudicarsi la vittoria è stato il team composto da Julien Regnard, Stuart Shankly e da… Giovanna Ferrari.

Già, perché un po’ d’Italia sul podio c’è stata anche in questa seconda edizione degli Emile Awards, e non a caso grazie allo studio irlandese Cartoon Saloon, che fin dagli inizi della sua storia ha arruolato talenti dal nostro Paese, in particolare quelli provenienti dal CSC Animazione-Sede del Piemonte.

Se sui due primi capolavori, diretti in tandem dalla coppia artistica Tomm Moore-Nora Twomey, ovvero “The Secret of Kells” e “La canzone del mare”, rilevante era stato l’apporto di  Alessandra Sorrentino, torinese, e Alfredo Cassano, brindisino, in questo caso la ‘parte del leone’ per i nostri colori è toccata alla bolognese Giovanna Ferrari.

Anche Giovanna, oggi residente a Parigi, aveva già lavorato con Cartoon Saloon (per “La canzone del mare“) trasferendosi per un anno in Lussemburgo, per lavorare al film e realizzando la sequenza dove la piccola Saoirse scopre l’esistenza di una sorta di mantello magico che le rivelerà la sua vera natura di selkie (donna-foca). Del resto, anche il nome di sua figlia, Aislin, ricorda molto quello della protagonista di “The Secret of Kells”, lo spirito della foresta Aisling.

Il suo lavoro di diploma per il CSC, “Mattia va al mare” (2005), agli inizi della sua carriera era stato selezionato anche ad Annecy, aprendole le porte, come purtroppo (per fortuna?) a quasi tutti i talenti nostrani del settore,  di un”esistenza nomade tra Olanda, Irlanda e Londra, prima di radicarsi nella capitale francese.

“Tutti dovrebbe fare un giro all’estero; in Italia purtroppo, non c’è un grande futuro per l’animazione e, il mio sogno è sempre stato quello di lavorare sui lungometraggi.”

E ora questo prestigioso riconoscimento europeo, da condividere con i suoi eccellenti colleghi e con tutto il team del film di Nora Twomey (miglior regia).

Sarebbe bello, un giorno, riunire tutte queste eccellenze su un progetto valido, non sulla solita fuffa, nel rispetto delle loro competenze e della loro professionalità.

E’ chiedere troppo?

Mentre aspettiamo la risposta: tanti complimenti, ragazzi.

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December 10, 2018 at 04:36PM ifttt
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