martedì 7 febbraio 2017

Max Frezzato e Chinediferro

Max Frezzato e Chinediferro

L’immortale (per l’ultima volta) di Massimiliano Frezzato a Chinediferro – Montepulciano 9/12-1/2

Sono andata a Montepulciano pensando di vedere una “normale” mostra: biglietto di ingresso, salone grande, molta gente, solite cose.
Invece trovo una mini bottega dal tipico charme toscano, purtroppo chiusa.
Faccio la sfacciata e chiamo il numero di cellulare affisso alla porta, mi risponde Giulio Pellegrini, proprietario della galleria e creatore di Chinediferro. Mi dice di aspettare, che sarebbe sceso di li a poco per aprirmi.
Intanto sbircio dentro e leggo qualcosa su Chinediferro… che cos’è?
Una collezione di silhouettes tagliate su lamiera d’acciaio, ideata appunto da Giulio Pellegrini insieme agli autori dei disegni: c’è Dylan Dog, Valentina, Corto Maltese, fanciulle di Manara, tutti insomma. Vanno da pochi centimetri ad altezza uomo, belli da vedere così come sono oppure proiettati su una parete o un telo.
Intanto scende Giulio, gentilissimo, disponibilissimo e generoso di parola.
Mi racconta di tutto e di più sulla mostra di Frezzato, sugli artisti che ha conosciuto e che conosce, pettegolezzi e storie di vita.
La mostra è magnifica: immagini a illustrazione della storia di Dracula in grigio, bianco e oro. Immagini che smuovono qualcosa dentro, che destano il serpente che giace nel dormiveglia dell’inconscio provocando una sensazione di disagio e attrazione allo stesso tempo. Gli ori imperiali quasi religiosi, i neri abissali e disperati. Inquietanti, appaganti e perfetti. Mi sento particolarmente fortunata perchè questa è l’ultima volta che questi originali si vedranno in mostra.
Nel retrobottega due dipinti grandissimi: uno di un Pulcinella con lo sguardo decisamente malefico mentre si sfila la maschera, l’altro un grifone stilizzato, simbolo della città di Montepulciano e città elettiva di Frezzato stesso.
E poi la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno: Giulio mi regala 16 stampe della mostra generosamente messe a disposizione da Frezzato stesso per chi le volesse. Orgogliosa me li porto via, da guardare e riguardare, e da decidere quali appendere.
(Li appenderò tutti, ovvio!)

Vince il pomeriggio: l’intimità del tutto. L’arte non solo da osservare ma da vivere come una relazione interpersonale, umanissima. Un prendersi per mano per farsi accompagnare.
(E il vino e il tagliere dopo la mostra non erano nemmeno da buttare).

PS Buttate l’occhio sul sito di Chinediferro:



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