venerdì 11 novembre 2016

Gli stimolanti atti sul Fumetto degli Agiati

Gli stimolanti atti sul Fumetto degli Agiati

Per andare nelle mie montagne natie (Dolomiti, intendo) passo sempre accanto a Rovereto. Lì si trova l’Accademia Roveretana degli Agiati che si occupa anche di Fumetto. Lo fa con agio, naturalmente.
I dotti convegni che organizza non si perdono nell’aria: producono materiali utili e decisamente interessanti che vengono raccolti, per restare a disposizione di tutti, in appositi volumi, per la gioia di studiosi, esperti e appassionati di fumetto, ovvio! L’ultimo convegno, del 23 settembre scorso, come ben sa il nostro lettore assiduo, ha trattato di Fumetto, Scienza e Fantascienza. Gli atti arriveranno. Intanto in portineria ho trovato con piacere quelli dei precedenti: Fumetto, cinema, televisione, teatro e Il fumetto: fonte e interprete della storia.
In coda a questo articolo puoi trovare presentazioni e indici dei due volumi qui citati e renderti conto di quanti spunti fecondi vi si trovino. Nelle copertine puoi vedere le liste degli autori dei vari interventi. Vi troverai noti rappresentanti del comicdom italiano, esperti e autori.
Fra tutti questi cito qui, non a caso, solo Mino Milani: “Ma sì, la mia idea della storia nel fumetto non è cambiata da allora. L’ho portata avanti per molti anni e per molte sceneggiature, attento a non scivolare nella retorica o nell’autocensura o nel buonismo, andando a cercare tra l’eroico e l’antieroico, lo straordinario e l’ordinario, il buon e il cattivo, la guerra e la pace, l’eccezionale e il banale, cercando in quello che la Storia (ossia la nostra vita, che noi ricordiamo) ci insegna…“.
Da leggere.

Atti Agiati. Il primo dei citati è disponibile anche in rete:


Fumetto, cinema, televisione, teatro

A cura di Mario Allegri e Claudio Gallo
Con la pubblicazione degli atti del seminario svoltosi a Rovereto nell’ottobre del 2010 si conclude un ciclo dedicato al linguaggio del fumetto: nello specifico, nella parola, 2006; al segno, 2008; alle relazioni con gli altri linguaggi, cinema, teatro, televisione, 2010.
La letteratura disegnata ha sempre dialogato con le altre forme di comunicazione. Fin dalle origini, con la pittura e l’illustrazione dalle quali provenivano i primi talentuosi disegnatori. Sergio Tofano, Antonio Rubino, Attilio Mussino…furono inizialmente soltanto illustratori, ma in seguito diventarono geniali creatori di personaggi di carta, amati dai giovani lettori italiani per quasi tutto il Novecento. Essi lasciarono un’eredità che nulla ha da invidiare alle scuole statunitense, francese o inglese.
Negli Stati Uniti l’intesa tra cinema e fumetto, contrariamente a quel che molti credono, fu immediata. I personaggi dei cartoni animati erano creati prima sulle strisce o nei tabloid domenicali o prestati poi alla pellicola di celluloide. Non possiamo ignorare in Italia il grande contributo di Yambo (pupazzetista, illustratore, scrittore, cineasta…), la fabbrica italiana Disney e in particolare, quell’autentico genio, purtroppo trascurato, di Franco Bioletto, il quale contribuì ad uno dei migliori cartoons realizzati nel nostro paese: La rosa di Bagdad del 1949.
Meno considerato risulta invece il rapporto con il teatro, in realtà per nulla marginale (basti pensare al Signor Bonaventura), che non a caso trova felici contaminazioni anche oggidì: alla televisione, alla radio (apprezzatissime sono state le versioni radiofoniche dei popolarissimi Tex e Diabolikl) , in pubblicità, in musica…
Limiti di risorse e di tempo hanno condizionato in parte la nostra ricerca, nella quale verranno, certamente riscontrate omissioni, dimenticanze e trascuratezze, Non può essere diversamente, peraltro, data la vastità della materia da noi affrontata, e l’impossibilità di penetrare tutti i legami del fumetto con quello che si chiama il mondo altro del meraviglioso.
Infine, intrigante e suscettibile di nuovi straordinari sviluppi, appare certamente il fumetto digitale, che sta via via sempre più affermandosi nei nuovi strumenti di comunicazione contemporanea.
Questo ci ricorda che il fumetto è un prodotto della rivoluzione industriale e culturale di fine Ottocento. Non un’opera d’arte unica ed esclusiva, ma qualcosa di riproducibile e, per questa ragione, oggi come allora, di facile diffusione, in rete, su tablet, cellulari… L’interesse dimostrato dai “fumettari” per le nuove tecnologie e la loro diffusa utilizzazione hanno sortito un effetto positivo, e reso più agile il rapporto tra letteratura disegnata e comunicazione visiva (cinema, televisione…). Tuttavia, si tratta di qualcosa di più ampio delle cui potenzialità non si è ancora pienamente consapevoli. L’avvento del graphic novel, la sua indubbia affermazione nel mondo editoriale che dicono che il fumetto con grande anticipo , e in certi casi con maggiore efficacia, ha saputo conoscere e interpretare la società contemporanea: Persepolisdi di Marjane Satrapi, sulla condizione femminile in Iran; Maus di Art Spiegelman, la memoria della Shoa nel conflitto generazionale; Contratto con Dio di Will Eisner, vicende autobiografiche ambientate nel Bronx ovvero l’ambiente nella formazione umana… Non è un caso che la maschera di Anonymous disegnata da David Lloyd per il protagonista di “V” for Vendetta, in lotta contro un potere assoluto e autoritario in Gran Bretagna, sia diventata il simbolo del diritto alla ribellione alla società globale dei movimenti di contestazione del nuovo Millennio.
Dunque, il fumetto ormai definitivamente uscito dalla sua infanzia e dalla soggezione letteraria usa con grande consapevolezza, e come pochi altri mezzi sanno fare, le parole e i segni per misurarsi con la vita e la storia.
Il fumetto nell’era digitale – Mario Allegri e Claudio Gallo
pag. 7
I Sessione
Il fumetto e il cinema delle origini
Al di là del fumetto. I personaggi a fumetti al di fuori della carta stampata dal 1865 agli anni Venti, Alfredo Castelli
pag. 11
Bonaventura. L’eccezionalità di un uomo normale, Davide Barzi
pag. 21
I fumetti di Angelo Bioletto, Luca Boschi
pag. 27
II Sessione
Prove italiane di cartone e televisione
Diabolik. Oltre il fumetto, Matteo Tonon
pag. 41
Note su Diabolik e il cinema, Mario Gomboli
pag. 53
Dylan Dog Horror Fest, Stefano Marzorati
pag. 57
Fumetto e cinema d’animazione: parenti o serpenti?, Loris Cantarelli e Paolo Guiducci
pag. 61
III Sessione
Nuovi linguaggi tra mito e scienza
Cinema o fumetto: l’adattamento del linguaggio al medium. Può un film essere un fumetto e viceversa?, Antonio Serra
pag. 73
Moore, Miller e Millar: tre storie fra il fumetto e Hollywood, Adriano Barone
pag. 85
Dietro la maschera del Cavaliere Oscuro. Modelli culturali a confronto tra il Batman di Christopher Nolan e quello di Frank Miller, Antonio Santangelo
pag. 93
Fumetto e informatica. I vent’anni digitali che hanno cambiato la nona arte, Andrea Artusi
pag. 105
Schede autori
pag. 113

Il fumetto: fonte e interprete della storia

a cura di Nicola Spagnolli, Claudio Gallo, Giuseppe Bonomi

Atti del seminario di studi svoltosi il 28 marzo 2014 nella sala convegni della Fondazione Museo Civico di Rovereto promosso dall’Accademia degli agiati di Rovereto.

Come recita la quarta di copertina degli atti del convegno del 2010 Fumetto, cinema, televisione, teatro, il fumetto «uscito dalla sua infanzia e dalla soggezione letteraria, usa con grande consapevolezza, e come pochi altri mezzi sanno fare, le parole e i segni per misurarsi con la vita e la storia».
Era quindi necessario scendere in campo e verificare in che modo il Fumetto si misuri con il sapere della Storia. E per fare questo occorre accrescere la conoscenza, rompere con i «vecchi problemi» ed esplorare strade nuove le cui soluzioni sono «difficili e incerte» come afferma Braudel, ma percorribili.

Cercando soluzioni nuove difficile e incerte
di Claudio Gallo e Nicola Spagnolli

Sommario

NICOLA SPAGNOLLI, CLAUDIO GALLO: Cercando soluzioni nuove, difficili e incerte
pag. 5

MAURO MARCHESELLI: Saluto della Sergio Bonelli Editore
pag. 7

MINO MILANI: Avventura, eroe, storia nel “Corriere dei Ragazzi”
pag. 9

Intervento d’apertura
pag. 11

ROBERTO BIANCHI: Narrazione storica e fumetto, tra pregiudizi e impegno civile. Introduzione a un dibattito
pag. 11

I sessione
La storia e il fumetto

pag. 21

LIVIO LEONE: Tutte le storie portano al Duce. Il regime e la storia d’Italia nei giornali per i ragazzi durante il Ventennio
pag. 23

STEFANO GORLA: Dalla parte dei ragazzi, la storia nell’esperienza de “Il Giornalino” e del “Il Vittorioso”
pag. 35

GIUSEPPE BONOMI: Del leggere gli “Albi dell’Intrepido” e di qualcos’altro ancora. Bersaglieri, cosacchi, aquile bicipiti, camice rosse, oceani, pianure. Dal sussidiario al fumetto e ritorno
pag. 45

II sessione
Il fumetto come fonte storica

pag. 51

JURI MEDA: Un singolare caso di “sinonimia storiografica”. L’arbitraria sovrapposizione tra “stampa a fumetti” e “stampa periodica per l’infanzia e la gioventù” a fondamento d’un radicato pregiudizio storiografico e la necessità del suo supplemento.
pag. 53

PER LUIGI GASPA: Un fascio di bombe per il Commissario Spada. Il terrorismo a fumetti durante gli anni di piombo
pag. 63

ALESSANDRO SCARSELLA: Note sul fumetto e imitazione storica. Parodia, allegoria, memoria
pag. 71

III sessione
Il fumetto come interprete della storia

pag. 79

GIANFRANCO MANFREDI: La storia e le storie
pag. 81

FEDERICO ZAGHIS: Frammenti d’Italia: disegnare la realtà, per un futuro migliore
pag. 85

NICOLA SPAGNOLLI: La memoria della guerra e del Nazismo nel fumetto tedesco dal 1945 al 1965. Due repubbliche a confronto
pag. 91

Contributi
pag. 105

CLAUDIO GALLO, ANDREA CAMPALTO: Il moschetto di carta: dal foglio di trincea alla “Tradotta” e al “Corriere dei Piccoli”, dal fumetto per bambini al fumetto per adulti in armi
pag. 107

GIULIO C. CUCCOLINI: Fra gli interstizi della storia
pag. 117

PAOLO GUIDUCCI (con la collaborazione di LORIS CANTARELLI): Lacrime, Lupi e tragici topi. Come i fumetti hanno raccontato la Shoah
pag. 127

NICOLA PALADIN: La rivoluzione americana in Italia, dagli EsseGesse a Hugo Pratt
PAG. 135

GABRIELE BA: Don Lorenzo Milani. Realizzare una biografia a fumetti
pag. 149


 



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