mercoledì 19 ottobre 2016

Il Fumetto e la Montagna tra le Dolomiti Friulane

Il Fumetto e la Montagna tra le Dolomiti Friulane

C.S.:  TRA DALZ, TUNNEL, COLTELLI E EMATITE, PICCOLA STORIA DEL FUMETTO TRA LA MONTAGNA PORDENONESE

Andreis ha avuto con il fumetto un buon rapporto, la nona arte ha più volte risalito tornanti e gallerie dalla pianura pordenonese e passando per Maniago e Fanna ha passeggiato tra i dalz.

Maniago, siamo agli inizi degli anni ’90, nasce l’idea, un pensiero, che lega il fumetto allo sviluppo del territorio, un progetto complesso basato su una riflessione che riguarda la montagna e la sua perdita d’identità; artefice “Fumeron”, inizialmente un gruppo di appassionati , poi uno spazio più organizzato che, per molti anni nella fascia della montagna pordenonese, realizzò e curò molti appuntamenti con il mondo del fumetto.

Parte il primo concorso di fumetti su tavole giganti,vetrina ed evento splendido che vede tra l’altro presenti dei giovanissimi Marco Tonus, Paolo Cossi e tra gli altri, Giulio De Vita, come presidente di una delle giurie. Interessantissimo il contesto che poi sarà ripreso da altre ‘sagre’ in provincia, quello di affiancare il concorso di fumetto, la mostra eventuale a un evento che possa fare da traino, in questo caso la sagra. Sempre nel 1992, sull’onda di questo fermento, Maniago diventa sede di una mostra sul mondo dell’epopea western a fumetti: “Fare west all’italiana”, un excursus su il mondo del Far West visto dagli autori italiani di fumetto. Nella mostra insieme a autori classici, trovarono spazio tavole di artisti quali: Davide Toffolo, Paolo Ongaro ed altri, l’ospite d’onore fu Giancarlo Alessandrini che realizzò il manifesto dell’evento e presentando alcune tavole di Ken Parker da lui realizzate.

In quel momento si parlava d’identità del territorio montano, ci sembrò corretto mettere insieme questa ricerca di attualità con l’identità in divenire di nuovi autori e appassionati del mondo del fumetto, immaginandoli come un contenitore turistico e culturale. La scelta cadde su Andreis, questo piccolo comune delle Dolomiti Friulane, la proposta divenne un contenitore/laboratorio di qualità, che permise l’incontro tra amanti del fumetto e autori. Una sorta di work in progress che giocava su alcuni punti di forza: la giovane età dei docenti, la voglia di fare fumetto, la dimensione di accoglienza e lo stare insieme. Infatti, scartata l’idea di una scuola di fumetto, si puntò su un percorso residenziale che permetteva di tenere insieme i partecipanti per più giorni, costruendo un percorso formativo efficace, ma nello stesso tempo snello e duttile. Una costruzione che voleva far sentire le persone a loro agio, anche come ospiti, ma che li facilitava nell’apprendimento. Parallelamente non dimenticammo di costruire momenti d’incontro con la realtà locale, in particolare: artisti, poeti, musicisti, esponenti del processo culturale della zona. “Fumetti tra le nuvole”, questo fu il titolo del contenitore.

Anche la ricerca dei contenuti seguiva un preciso obiettivo: quello di legare comunque il fumetto ad aree tematiche proprie della montagne e di quel contesto, in particolare. Ecco quindi che inizialmente si pensò di rendere omaggio a una delle figure rappresentative del territorio: il poeta Federico Tavan (1949-2013), mettendolo a contatto con i corsisti, un evento emozionante, molto indicativo dell’umanità della persona. Su questo i partecipanti lavorarono per la realizzazione di una loro storia. Questa formula basata sulla definizione di un tema, che prevedesse l’incontro con i testimoni, i rappresentanti, gli autori dell’arte proposta (volta per volta: poesia, musica, cibo), fu il carattere distintivo di questo percorso. Un connubio interessante, apprezzato da tutti i corsisti che venivano accompagnati a conoscere il territorio, le particolarità, le tradizioni in modo particolare attraverso la testimonianza diretta delle persone che lo rappresentano. La partecipazione fu la vera sorpresa e la conferma che c’era in quel momento interesse per proposte di questo tipo; i corsisti provenivano da tutta Italia: Sicilia, Lazio, Lombardia, Veneto, Puglia, Toscana; nei primi tre anni si creò un percorso di fidelizzazione al progetto che permise di contare sempre uno zoccolo di una decina di fedelissimi partecipanti.

La condivisione d’intenti che determinò la fase iniziale, permise di sperimentare anche uno stile particolare nelle docenze. Come detto si scelse di far condurre i corsi ad autori emergenti ma vicini, come fascia di età, al bacino dei corsisti; puntammo su Aldo Mereu, maniaghese personaggio eclettico che maturò la sua formazione nel fumetto a bottega da Giancarlo Tenenti, Paolo Cossi che in quel periodo stava pubblicando con la Biblioteca dell’Immagine il libro su Mauro Corona e infine Marco Tonus apprezzato autore in solitaria, ma anche come membro degli “Auagnamagnagna”, splendido esempio di autoproduzione legata al mondo della satira.

Docenze che sapevano orientarsi sui registri dei partecipanti tra il serio e l’ironico, percorso formativo che permise anche nelle edizioni successive di coinvolgere come docente Sara Pacor di Monfalcone, autrice precisa con una chiara formazione grafica.

Chiusa l’esperienza di Andreis, partì a Fanna uno dei concorsi di fumetti per nuovi autori che per anni rappresentò una delle vetrine più importanti nel panorama dei concorsi a livello nazionale. “Fiori nel tunnel” nasce come vetrina sulla condizione giovanile, un tentativo di raccontare un modo di stare a partire dal fumetto uscendo dai luoghi deputati a raccontare i giovani senza coinvolgerli.

Il concorso rappresenta proprio questo momento, l’occasione di dare spazio e voce ad un modo di raccontare originale con uno strumento sicuramente più efficace di scritti e conferenze. Ogni concorso cerca di sviluppare un tema che possa appartenere all’universo giovanile: famiglia, amici, diversità con l’obiettivo di fornire un messaggio positivo. Si voleva valorizzare al massimo la capacità creativa di ogni partecipante e permettergli di essere valutato per la sua competenza e per l’età, per questo si istituirono tre categorie: 14/17, 18/21 e infine 22/25 anni. Il fumetto racconta e permette di raccontare,

la partecipazione numerosa, la qualità della partecipazione, la garanzia di professionalità che veniva dalla giuria, fecero si che il Comune catalogasse tutto il materiale e pubblicasse un’antologia dei migliori lavori a cura di Giuseppe Palumbo e del sottoscritto. La formula particolare del concorso, biennale, che prevedeva un anno la realizzazione del concorso e il successivo la promozione nel territorio, con i giovani, attraverso mostre ed incontri con gli autori partecipanti, permise una grande visibilità al progetto e facilitò l’avvicinarsi di molti al mondo del fumetto. Questa visibilità e il lavoro con il territorio permisero sinergie con privati e aziende, che sponsorizzarono il concorso in varie forme.

La fucina di autori locali che incominciava a proliferare, ci spinse a recuperare il concorso su tavole giganti, proposta in altri tempi a Maniago, e ripresentarlo a Fanna. Questa performance, prese il nome di “Fumettonga”e si svolgeva a Fanna in occasione delle festività di San Martino. Ecco quindi che questo piccolo comune della pedemontana pordenonese in pochianni divenne uno dei luoghi deputati a incontrare i nuovi autori di fumetto che si sfidavano in modo particolare e giudicati da esperti locali.

Nel tempo sono sopravissute esperienze e laboratori che coinvolgono bambini e sono più a legati all’illustrazione. Un ritorno estemporaneo è stato e il concorso di fumetti “Lame d’autore”sul filo del fumetto: “Lame e dame”, che si proponeva di aprire un filone pordenonese del noir comics, fornendo anche una diversa chiave di lettura del mondo del coltello e dell’arte fabbrile propria di Maniago. Esperienza gestita in collaborazione con uno studio grafico, senza coinvolgimento di enti pubblici, permise di ritrovare al Friuli una grande autrice come Maria Teresa Stella di Udine, che vinse il concorso.

Ed eccoci all’oggi con l’apertura del Centro di documentazione del fumetto d’alta quota Paolo Cossi ad Andreis, Màcheri si candida a continuare una cifra stilistica di valorizzazione e sviluppo del territorio, attraverso le innumerevoli opportunità del mondo del fumetto.

Con un occhio al mondo del professionismo e l’attenzione a permettere a curiosi ed appassionati di conoscere le sfaccettature di questa arte, offerte per tutti i gusti, per tutte le età incorniciate degli splendidi panorami di Andreis e del Parco delle Dolomiti Friulane.

Andreis, ottobre 2016 Vincenzo Bottecchia



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